Jerome Eisenberg, gallerista di antichità a Manhattan, è lultimo rinsavito sul fronte dei reperti archeologici trafugati o, peggio, rubati in Italia. Nella sue lussuose e ben fornite «Royal Athena Galleries», sulla East 57th Street di New York, esibiva fino a poco tempo fa anche ceramiche attiche, bronzi e marmi che ora ha deciso di restituire allItalia. Dopo musei e collezionisti doltreatlantico costretti a restituire beni culturali trafugati ecco ora anche un gallerista sulla via di Canossa: Eisenberg infatti ha appena restituito otto pezzi pregiatissimi, un valore economico di circa un milione di euro. Alcuni vasi saranno esposti al Quirinale dal 18 dicembre nella mostra dei tesori ritrovati, insieme alle opere restituite dal Getty di Malibù. I reperti archeologici, magnifici, erano stati visti nelle vetrine dellantiquario a New York da carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. La vera sfortuna Hydria attica a figure rosse per Mr. Eisenberg, insigne antiquario ed esperto di rarità archeologiche, è che alcuni dei suoi pregiati e cari bronzetti fossero stati rubati in musei archeologici italiani. E che altri pezzi di ceramica attica, intorno al V secolo a.C., risultassero fotografati nellarchivio ginevrino del trafficante romano Giacomo Medici, condannato a dieci anni di reclusione dal Gip Muntoni. Medici è stato finora lo snodo essenziale di procedimenti penali come quello contro lex curatrice del Getty Museum, Marion True. E così Jerome Eisenberg, titolare oltre che dellAthena Galleries anche delle quotatissime Seaby Galleries di Old Bond Street a Londra, ha deciso di restituire bronzi come la «Nike alata», una statuetta etrusca rubata presso la Soprintendenza di Ercolano (Napoli) nel 1975 da una banda di camorristi armati di pistole e decisi a svaligiare il deposito del sovrintendente Conticello. E poi l«atleta con strigile», un altro furto dell 1970 nel museo archeologico «Spina» di Ferrara. E ancora la statuetta etrusca rubata al museo di Chiusi nel '71. Fotografate già da Medici invece lOinochòe pontica a bocca trilobata del pittore Tityos (520 a.C.), il cratere a colonnette con figure rosse del pittore Geras (460 a.C.), lanfora del gruppo di Leagros (510 a.C.), lHydria a figure rosse con una donna che fila.