-------------------------------------------------------------------------------- Singolare rapporto quello tra Napoli e il piano urbanistico. Il dispositivo-chiave del disegno della città ha concluso ormai da tempo il suo iter, dopo anni di dibattiti e scontri, pervenendo a una faticosa approvazione. Eppure, molti dei suoi momenti attuativi restano in bilico, esposti a uninesausta pratica di discussione o a improvvise folate rivoluzionarie. Con accumulo di ritardi e incertezze, che non giovano agli investimenti e disseminano un diffuso scoramento. Neanche a dirlo, il tassello più pregiato e strategico, quello dellarea dismessa di Bagnoli, è anche il più percorso da fremiti e pulsioni che fanno segnare il passo. Prima una vertenza sugli indennizzi dei suoli rilevati dalla cassaforte dellItalsider, che specula post-mortem sui terreni che ha a lungo avvelenato. Poi il ciclone della Coppa America, con la richiesta di varianti sullunghia e il fugace miraggio dei grandi investitori internazionali. E ancora i singulti sul ruolo e sugli assetti di Bagnolifutura, le resistenze delle casse romane per il finanziamento della bonifica, le trattative sui metodi e sui siti di smaltimento Ora giunge al pettine il nodo della darsena, per la quale lAutorità portuale ha ammesso a discussione tre progetti. Contro questi disegni si è sollevato il vento contrario di un possibile vincolo paesaggistico, costringendo la conferenza dei servizi a un rinvio per ottenere precisazioni dai progettisti. Non è vicenda del tutto nuova: nella discussione del Piano urbanistico attuativo di Bagnoli ci fu già unavvisaglia circa il vincolo da parte delle sovrintendenze. In commissione urbanistica si discuteva della collocazione del porto, a partire dalla variante approvata (che lo prevedeva) e da alcune informative su correnti e interrimento. La discussione assunse toni metaterritoriali: "A ovest? No. Al centro? No. A est? No". "Ma dove, allora?". "A noi compete solo il parere". Sembrò emergerne un concetto di darsena come "dimensione dello spirito" o più semplicemente come lalbero di Bertoldo: non veniva di fatto contestata ma era impossibile calarla in terra (o in mare).
CAMPANIA- Quel che disse Iannello sul recupero di Bagnoli
Il piano urbanistico di Napoli è stato approvato dopo anni di dibattiti e scontri, ma molti dei suoi momenti attuativi restano in bilico. La zona di Bagnoli, in particolare, è un punto di scontro tra diverse forze, con discussioni sulla darsena e sul finanziamento della bonifica. L'Autorità portuale ha presentato tre progetti per la darsena, ma la discussione è stata rallentata da un possibile vincolo paesaggistico. La zona di Bagnoli è stata oggetto di discussioni anche in commissione urbanistica, dove si è discusso sulla collocazione del porto e sulla variante approvata. La discussione ha assunto toni metaterritoriali, con la questione della darsena che non viene calata in terra o in mare.
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