La Panvini replica al presidente dell'Archeoclub sull'appello lanciato per donare reperti al museo: «Lo fa per apparire sui giornali e in tv» Il Soprintendente di Caltanissetta Rosalba Panvini corregge l'appello lanciato ai concittadini dal presidente della locale sezione di Archeoclub Nuccio Mulè «a donare al Museo di Gela i reperti archeologici eventualmente in loro possesso perchè la Soprintendenza trasferisce a Caltanissetta i reperti trovati a Gela». In una lunga lettera il Soprintendente spiega, per orientare i cittadini sulla giusta condotta da tenere, le diverse competenze di Soprintendenza e Museo, a chi vanno consegnati per legge i reperti ed infine accusa Mulè di comportarsi in difformità alle linee statutarie dell'Archeoclub. Cosa che ha segnalato ai vertici nazionali dell'associazione. «Con le sue affermazioni - dice la dott. Panvini - il Mulè ha soltanto contribuito a diffondere un'idea assolutamente errata dei compiti della Soprintendenza, facendola apparire quasi come una idrovora che risucchia i materiali archeologici ritrovati a Gela e nel territorio di sua pertinenza, nel corso delle indagini scientifiche, al solo scopo di trasferirli a Caltanissetta e depauperare il patrimonio del territorio meridionale della giurisdizione nissena. Ed ancora, con il solo scopo di apparire nelle televisioni o sui giornali, il Mulè si è presentato più volte come improvvisato ed improvvido archeologo, esibendosi in fantasiose interpretazioni dei resti archeologici ai quali giungeva finanche ad attribuire datazioni e confronti del tutto errati. Per raggiungere tali fini si è fatto addirittura riprendere sui cantieri di scavo, in mezzo alle strutture appena riportate alla luce e dopo la conclusione giornaliera dei lavori ed in maniera risibile raccontava le sue presunte verità». Il Soprintendente passa poi a spiegare la normativa vigente in materia di tutela di Beni Culturali. «Questi i termini esatti: dall'agosto 1975, sono stati trasferiti alla Regione Siciliana tutte le attribuzioni degli organi centrali dello Stato in materia di biblioteche e di accademie, di antichità, opere artistiche e musei, nonché di tutela del paesaggio, consentendo anche di adottare tutti gli atti previsti dalle leggi di tutela. E' palesemente deducibile - sottolinea la dott. Panvini - che la ricerca scientifica si attesti esclusivamente alle Soprintendenze e che esse siano a tutt'oggi l'unico organo competente per stabilire le modalità di tutela dei beni culturali del territorio della propria circoscrizione, potendo perfino decidere, al fine di assicurarne la più idonea conservazione, di trasferirli nelle sedi più idonee e in proprio possesso. La Soprintendenza di Caltanissetta ha fino ad oggi preferito conservare nei propri locali esistenti a Gela sia i materiali ritrovati nel corso delle indagini ivi svolte, sia quelli consegnati, ai sensi della normativa vigente, da casuali scopritori, sia quelli sequestrati dalle Forze dell'Ordine e provenienti da illecita attività di scavo. Nel caso in cui si è dovuto intervenire con restauri sui reperti riportati alla luce si è preferito ricorrere al momentaneo trasferimento a Caltanissetta, dove esiste uno dei più grandi Musei archeologici con un attrezzatissimo laboratorio di restauro. Ma la Soprintendenza è andata ancora oltre, comunicando sempre notizie esatte circa i risultati delle scoperte effettuate, e ha esposto, in mostre temporanee allestite a Gela, i materiali recuperati. Li ha anche presentati in mostre contribuendo con ciò a promuovere la conoscenza del patrimonio archeologico e storico dell'importante colonia rodio-cretese. Di tale operato se ne sono resi conto anche i non addetti ai lavori, per cui appare davvero inutile, sterile e campanilistico l'atteggiamento del Mulé che ha sostenuto, invece, l'ipotesi inverosimile di lasciare a Gela tutti i reperti archeologici. Con mentalità alquanto ristretta, preferisce limitare la conoscenza e la diffusione della cultura. Gli oggetti vanno consegnati alla Soprintendenza, unico organo deputato ad accertare la provenienza del bene, la sua datazione anche al fine di completare la redazione delle carte archeologiche, nonché di stabilire le relative forme di custodia. Al Museo possono essere donati soltanto gli oggetti e le collezioni delle quali è stata accertata la legittimità della condizione di possesso. In altri casi, si tratterebbe di detenzioni illecite. Esorto quindi gli onesti cittadini ad osservare gli anzidetti consigli, confidando nella correttezza del Direttore del Museo di Gela che sicuramente saprà attenersi alle norme imposte dalla legislazione».
SICILIA - Mulè diffonde un'idea sbagliata dei compiti della Soprintendenza
La Soprintendente di Caltanissetta, Rosalba Panvini, ha risposto all'appello del presidente dell'Archeoclub, Nuccio Mulè, per donare reperti archeologici al Museo di Gela. Panvini ha corretto l'errore di Mulè, che ha sollevato dubbi sulla competenza della Soprintendenza per la tutela dei beni culturali. Panvini ha spiegato che la Soprintendenza è l'unico organo competente per stabilire le modalità di tutela dei beni culturali e che i reperti archeologici devono essere consegnati alla Soprintendenza per essere accertati la loro provenienza e datazione.
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