Malgrado appelli, sottoscrizioni interrogazioni parlamentari e prese di posizioni ufficiali di organi come il Consiglio superiore di via del Collegio romano, Francesco Rutelli schiera la forza dei numeri a difesa degli ascensori costruiti sull'Altare della Patria. Sono stati oltre 150mila, fanno sapere dal ministero, i visitatori che hanno usato gli ascensori per salire alle terrazze delle Quadrighe. La forza dei numeri però e dei soldi (una corsa sugli ascensori del Vittoriano costa 7 euro) non può mistificare la natura dello sfregio portato su un sacrario replica chi, come Italia Nostra, si sta battendo per far rimuovere la struttura in acciaio dal Vittoriano. Ma c'è di più. C'è un parere tecnico del Comitato scientifico del ministero che indica in maniera inequivocabile che è necessario procedere alla riduzione dell'impatto che gli ascensori creano al Vittoriano, «attraverso un intervento che ne elimini la visione». Il parere è stato consegnato a settembre al ministro Rutelli il quale non solo non lo ha mai reso pubblico, ma soprattutto non ha ancora presentato una risposta. Eppure le pressioni anche interne al ministero continuano ad aumentare. Il vice presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali, Antonio Paolucci, ieri dichiarava: «Gli ascensori in acciaio del Vittoriano sono uno scempio; un offesa alla storia e alla Patria. Aver trasformato il tempio del milite ignoto in un suk di mostre commerciali e di attività turi-stiche è una cosa che ci fa vergognare di essere italiani. Se uno avesse proposto in America o in Francia che il sacrario dei caduti venisse trasformato in belvedere turistico e impresa speculativa lo avrebbero messo dentro». Salvatore Settis, il presidente del Consiglio superiore, invece tace ancora.