Raccomandata al ministro Rutelli: mancano vie di fuga in cima all'Altare della Patria. Presidio di Italia Nostra ieri pomeriggio nei giardini di fronte al Vittoriano, in piazza Madonna di Loreto, per dire no agli ascensori sull'Altare della Patria. Con striscioni e volantini, Carlo Ripa di Meana, presidente della sezione romana di Italia Nostra, ha chiesto a gran voce al vice premier e ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli «l'immediata rimozione degli ascensori esterni, che deturpano i volumi e la morfologia dell'Altare della Patria». Nel mirino di Ripa di Meana, che ha arringato con un megafono i passanti sui Fori, la trasformazione del monumento «metafora del Risorgimento» in una sorta di piano bar con gazebo e ristorante. In particolare, inaccettabile l'utilizzo della terrazza «per organizzare festicciole nei gazebo sulla terrazza, in orari serali di fianco al monumento del Milite Ignoto. Inoltre, sulla terrazza mancano le vie di fuga, c'è un problema sicurezza in caso di incendi o improvvisi e intensi eventi meteorologici e sismici». Una condanna dello scempio «mercantilistico dei monumenti di Roma», chiude Ripa di Meana, che il 2 novembre ha inviato una raccomandata a Rutelli e al comandante dei vigili del fuoco per evidenziare i rischi, chiedendola rimozione di ascensori e ristorante. Gli fa eco Gianfranco Cerasoli, segretario generale Uil Beni Culturali, secondo cui il Comitato tecnico scientifico per i Beni architettonici e paesaggistici nella riunione tenuta il 17 settembre scorso, ha espresso un parere tecnico sugli ascensori, secondo cui «è necessario ridurre l'impatto che gli ascensori creano al Vittoriano, attraverso un intervento che ne elimini la visione». In poche parole, secondo Cerasoli, le alternative per il ministro Rutelli sono due: «o gli ascensori vengono smantellati, oppure si faccia in modo che non siano visibili - ha detto Cerasoli - Inspiegabilmente, il ministro Rutelli tiene questo parere tecnico secretato, perché rappresenta la sconfessione più eclatante di scelte prese dalla Soprintendenza dei beni architettonici di Roma e della Direzione regionale del Lazio». A sostegno della protesta di Italia Nostra e della Uil anche il vice presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali Antonio Paolucci: «Gli ascensori in acciaio del Vittoriano sono uno scempio - scrive Paolucci in una nota -Aver trasformato il Tempio del Milite Ignoto in un suk di mostre commerciali e attività turistiche ci fa vergognare di essere italiani. Chi avesse proposto una cosa del genere in America o in Francia lo avrebbero messo dentro e buttato via la chiave». Il ministero dei Beni Culturali fa sapere che dall'inaugurazione a giugno ci sono stati più di 150mila visitatori.»