Larcheologo parla del progetto approvato dal Campidoglio. I primi posti auto dovrebbero essere disponibili nel 2010 "Usare i rilievi della città è una soluzione per trovare posteggi" "Una struttura invisibile, con ingresso nel verde" -------------------------------------------------------------------------------- Lappalto è stato assegnato lo scorso agosto alla Sac, una delle dieci società in gara che fa capo al gruppo Cerasi che ha vinto con un ribasso a 29 milioni di euro per realizzare il parcheggio che trasformerà il volto del centro storico con 726 posti auto. Alla vigilia dellinizio dei lavori, che porteranno i primi automobilisti a parcheggiare nel ventre di Villa Borghese nel 2010, il parcheggio del Pincio accende le proteste della sezione romana di Italia Nostra guidata da Carlo Ripa di Meana. Eppure lidea è nata proprio per alleggerire il Tridente dal traffico, per trovare una sistemazione alle automobili dei privati, residenti o cittadini. Adriano La Regina, larcheologo per una vita soprintendente a Roma, ne è stato in qualche modo lispiratore. Ora difende lidea del parcheggio del Pincio sostenendo che salverà il Centro. Come si spiega le proteste di Italia Nostra? «È difficile capire cosa è successo. Ho seguito la vicenda molto da vicino fino al 2004, quando lidea di un parcheggio sotto Villa Borghese ha preso forma: la soluzione che ora si sta per realizzare è stata trovata proprio per dare più spazio per i parcheggi allinterno dei rilievi della Capitale». Il Pincio trasformato in autosilo a qualcuno sembra una profanazione della struttura settecentesca e del cuore della città. Ci spieghi perché non è così. «Per dotare il centro storico di parcheggi, ricorrere alle alture è lunica soluzione. La profanazione sarebbe costruire parcheggi allinterno del Campo Marzio, alle spalle di Montecitorio, in una zona ad altissima - e dimostrata - densità archeologica. Cosa che peraltro si continua ad ipotizzare, con la scusa di voler trovare posto alle auto dei parlamentari». Dunque le preesistenze archeologiche del Pincio possono essere sacrificate in nome dei posti auto per i residenti? «Non si tratta di resti importanti. Quelle poche cose trovate, se è utile e necessario conservarle, si possono valorizzare allinterno degli spazi del parcheggio. Esistono situazioni in cui si riescono a tutelare bene i resti. Penso al posteggio della caserma della Guardia di Finanza di via dellOlmata». Ma lassetto idrogeologico della collina è salvo? «Certamente si useranno tutte le cautele del caso. Lingresso al posteggio avverrà da una zona riparata, nel verde, senza impatto sul monumento. Non si lede la sacralità del luogo». Tuttavia, bisognerà trovare il modo di far arrivare le auto al parcheggio, con il rischio di spezzare quelloasi di pace pedonale, faticosamente riconquistata, che è piazza del Popolo. «Lunità del monumento piazza del Popolo-Pincio non sarà toccata. E i connotati formali del Pincio saranno lasciati intatti. In più si tratta di una struttura invisibile dallesterno. Il fatto è che certe opposizioni sono preconcette». Un giudizio totalmente positivo dunque. «Io dico che a Roma vi sono tante difficoltà per la realizzazione dei parcheggi. Ma anche opportunità per costruirne e quindi assolvere ad una necessità imprescindibile per una città moderna. Quella del Pincio è una di queste».