Tornerà ai visitatori il «Sepolcro degli Scipioni», un prezioso complesso archeologico, chiuso nel '90 per danni alle strutture tufacee, ora prossimo all'avvio dei restauri dopo l'aggiudicazione della gara, sulla base di un progetto elaborato da Zetema. «I lavori dovrebbero partire a dicembre - ha spiegato il sovrintendente Eugenio La Rocca - E per la prima metà del 2009 dovremmo essere in grado di riparire uno dei luoghi più magici di Roma, che custodisce le spoglie di alcuni tra gli uomini più grandi del mondo antico, che hanno fatto grande la storia di Roma». E si, perché in via di Porta San Sebastiano 9, al Celio, sotto il livello stradale, si estende il complesso di tombe di età repubblicana costruita dal console Lucio Cornelio Scipione Barbato capostipide della famiglia. Il sepolcro ospitò i resti di uno dei due figli dell'Africano ma non il celebre generale, invece sepolto nella villa di Literno, secondo Livio e Seneca. Il sepolcro fu scoperto nel 1616 ma esplorato nel 1780 quando i fratelli Sassi, proprietari del terreno coltivato a vite, si imbatterono nella struttura sotterranea durante la sistemazione della cantina. Il progetto della Sovrintendenza prevede il consolidamento e il restauro della struttura alla quale affiancare aree servizi e di ospitalità. L'obiettivo è inserire l'area del sepolcro nel sistema monumentale rappresentato dal circuito delle Mura Aureliane, autentiche glorie di Roma, le cui condizioni, come si è visto di recente, preoccupano gli esperti.