«Ho letto interventi avulsi dalla realtà». Miracco: «Gravissima frattura fra lui e gli enti locali» Venezia Davide Croff insiste con la linea del "no comment" dopo due giorni di bombardamento mediatico sulla sua gestione della Biennale e soprattutto sugli stipendi di alcuni dirigenti che hanno fatto gridare allo scandalo. Invece di chiarire o smentire tutto pubblicamente, il presidente dell'ente culturale veneziano chiede un'audizione in Commissione cultura della Camera, dove domani sono attesi i rappresentanti di Regione, Provincia e Comune, membri di diritto del consiglio di amministrazione. «Ho assistito, senza intervenirvi - scrive Croff al presidente della commissione Pietro Folena - all'ampio dibattito sviluppatosi nelle recenti settimane intorno alla Biennale. Ho, purtroppo, dovuto constatare che molti degli interventi apparsi sulla stampa nazionale e locale, al di là delle tesi ivi sostenute sulle quali non ritengo allo stato di dovermi esprimere, sono del tutto avulsi dalla realtà che ha caratterizzato la vita, le scelte, l'organizzazione e, soprattutto, i risultati della Biennale negli ultimi quattro anni». La lettera conclude con la disponibilità a parlarne comunque nella sede istituzionale. «L'audizione in Commissione non è un fatto collettivo - sbotta il rappresentante della Regione del cda della Biennale, Franco Miracco - e non ci sto ad essere sentito assieme al presidente. Croff lo sentano quando vogliono, ma non con noi». Miracco è stato tra i soggetti che più hanno manifestato riserve sulla gestione Croff (insediato nel gennaio 2004) e ci tiene a spiegare alcune cose che potrebbero essere state fraintese. Proprio sui giornali di ieri, in una nota congiunta sua, di Massimo Cacciali (Comune) e Ame-rigo Restucci (Provincia) aveva evidenziato come gli stipendi del direttore generale (250mila euro l'anno), del presidente (180mila) e del direttore del-l'Asac (140mila) erano stati decisi prima del loro arrivo e che comunque non se n'era mai discusso. «Non vorrei - esordisce Miracco - che la gente pensasse che noi ci fossimo comportati come quel tipo che dice "non c'ero e se c'ero dormivo". La tensione all'interno del consiglio di amministrazione dura ormai da un anno e mezzo. Vede, occorre sapere che il presidente della Biennale è nominato dal ministro di Beni culturali, non dal consiglio di amministrazione o dall'assemblea dei soci. Il presidente ha tutte le deleghe e il consiglio può solo dire di non essere d'accordo». Miracco scende poi nello specifico, ricordando gli episodi salienti che non solo lo hanno portato a contestare Croff fino a chiedere le dimissioni dell'intero consiglio, ma anche a costituire un inedito asse Galan-Cacciari che in genere litigano su quasi tutto. «Questo presidente - prosegue - si è caratterizzato per un modo di procedere spesso "a fatto compiuto" e ogni volta lo abbiamo fatto notare in cda. Sa perché Croff non sarà il prossimo presidente? Perché c'è stata una gravissima frattura tra lui e Regione, Provincia e Comune. Sono molti gli episodi contestabili. Pensiamo al direttore operativo Renato Quaglia, che se n'è andato sbattendo la porta dichiarando che gli era sfuggito il controllo del budget. Oppure alla società "Venezia Biennale Servizi" su cui volevamo avere più informazioni. Abbiamo criticato la posizione morbida in occasione della presentazione della Festa del cinema di Roma». L'episodio probabilmente più eclatante è stato il rifiuto di votare il bilancio 2006 da parte di Comune e Regione. «Questo è l'atto di massima sfiducia nel confronti della presidenza. A mio parere c'erano tante cose non chiare. Lo stesso Galan scrisse di poter avere il bilancio in modo da poterlo controllare in maniera adeguata. Gli è stato risposto che non era possibile e che bisognava andare negli uffici della Biennale. In consiglio di amministrazione, nonostante le nostre richieste, ci venivano mostrate solo carte parziali e qualche diapositiva».
VENEZIA. Croff: Voglio essere ascoltato. II presidente della Biennale chiede con una lettera un'audizione alla Commissione cultura della Camera
Il presidente della Biennale di Venezia, Davide Croff, ha scritto una lettera in cui afferma che molti interventi sulla stampa nazionale e locale sulla sua gestione della Biennale sono avulsi dalla realtà. Ha chiesto un'audizione in Commissione cultura della Camera per discutere della situazione. Il rappresentante della Regione, Franco Miracco, ha risposto che l'audizione non è un fatto collettivo e che Croff non sarà sentito assieme a lui. Miracco ha spiegato che ci sono state molte critiche sulla gestione di Croff, tra cui il rifiuto di votare il bilancio 2006 e la posizione morbida in occasione della presentazione della Festa del cinema di Roma.
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