Protesta in piazza per chiedere che vengono smontati Ma il ministero diffonde i dati sul boom di visitatori Ascensori del Vittoriano, ieri la protesta si è spostata su strada, ai piedi del monumento, in coincidenza con una data simbolo, 4 novembre, giorno dell'Unità nazionale e della festa delle forze annate (il Vittoriano è anche Altare della patria, sacrario e sede della tomba del milite ignoto). Ad animare la manifestazione Italia Nostra, con il presidente della sezione romana Carlo Ripa di Meana, e il sindacato Uìl Beni culturali con il segretario Gianfranco Cerasoli, entrambi da sempre in prima linea contro quell'opera considerata uno «scempio». Erano in pochi a manifestare (con Carlo, anche l'indomita consorte Marina), ma agguerritissimi con cartelloni e megafono per quella che fin dall'inizio si è caratterizzata come una battaglia, non dei numeri, ma della qualità delle adesioni (a firmare appelli, tra i tanti, anche Alberto Asor Rosa, Giulio Andreotti, Andrea e Vittorio Emiliani. Paolo Portoghesi, Vittorio Sgarbi...). E il pesodei nomi che hanno aderito al s.o.s ieri si è rinforzato con l'adesione di Antonio Paolucci, nume della tutela dei beni culturali in Italia, ex ministro tecnico nel governo Ciampi, storico soprintendente di Firenze: «Caro Cerasoli ha scritto in un messaggio inviato al segretario Uil Bac per una volta sono totalmente d'accordo con te. Gli ascensori in acciaio del Vittoriano sono uno scempio; una offesa alla memoria, alla storia, alla Patria, al buon gusto e al buon senso. Aver trasformato il Tempio del Milite ignoto in un suk di mostre commerciali e di attività turistiche è una cosa che ci fa vergognare di essere italiani». «Se uno avesse proposto continua il messaggio di Paolucci una soluzione del genere in America o in Francia (il sacrario dei caduti trasformato in belvedere turistico e impresa speculativa) lo avrebbero messo dentro e buttato via la chiave. Non potrò esserci il 4 ma fa conto che ci sia e accetta la mia firma di adesione». Sui numeri e sul successo dell'iniziativa punta invece il comunicato del ministero guidato da Francesco Rutelli, diffuso ieri nelle stesse ore della manifestazione (ministero che fin dall'inizio ha giudicato l'intervento degli ascensori «reversibile»): nei primi cinque mesi di apertura al pubblico, informa il «bilancio» di via del Collegio romano, sono stati oltre 150 mila i visitatori giunti fin sopra le Terrazze delle Quadrighe (a 7 euro a salita, l'incasso supera il milione). Nel corso del week-end di inizio novembre, ponte di Ognissanti, ci sono stati «quasi 10 mila accessi, con il picco di affluenza finora, in attesa di conoscere i dati di oggi (ieri, ndr), dei 2.979 visitatori di giovedì». Ma è proprio la mera logica dei numeri a far infuriare i «nemici» dell'opera, che denunciando «degrado» e «derive» si richiamano, come ha avuto modo di scrivere Francesco de Tomasso, già vice soprintendente ai Beni architettonici di Roma, al1'«intenzione spadoliniana di creare un Dicastero con preponderante indirizzo scientifico-culturale».