Comune, Regione e Provincia ora incolpano il presidente uscente Cacciari, Miracco e Restucci: mai saputo nulla, pronti ad azzerare tutto Stipendi d'oro alla Biennale: noi non c'entriamo e siamo pronti a tagliarli. E' questo il senso della nota congiunta e delle parole con cui il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, vicepresidente dell'ente, il consigliere Franco Miracco (per la Regione) e Amerigo Restucci (per la Provincia) commentano le maxiretribuzioni dei dirigenti dal direttore generale Gaetano Guerci, a quello dell'Asac Giorgio Busetto, allo stesso presidente Davide Croff rese note dalla Nuova. Una nota che scarica ogni responsabilità sulle spalle di Croff. E il presidente? Pur avendo qualcosa da dire ed essendo a quanto pare piuttosto infuriato, Croff sceglie il silenzio, volendo sfuggire le polemiche con la partita della nuova presidenza in corso. Su stipendi, promozioni e assunzioni della Biennale «va precisato che sia il sindaco Massimo Cacciari che il rappresentante della Regione Franco Miracco si legge nella nota, firmata anche dal consigliere Restucci hanno partecipato alle riunioni del Consiglio di amministrazione da momenti successivi alla nomina dell'attuale presidente Davide Croff». Nulla so. D'altra parte, Restucci, consigliere di nomina provinciale, «conferma che mai nulla gli fu sottoposto che riguardasse la dimensione delle retribuzioni». «Da quando gli attuali rappresentanti di Comune, Provincia e Regione partecipano alle riunioni del Consiglio di amministrazione proseguono Cacciari, Miracco e Restucci, nel loro comunicato mai si è discusso in quella sede, in termini puntuali e dettagliati, di retribuzioni, assunzioni o promozioni, nonostante che in più occasioni venissero chieste delucidazioni a riguardo. Non a caso Comune di Venezia e Regione Veneto non presero parte alla seduta in cui fu approvato il Bilancio 2006». Due casi. Quanto alle modalità in cui sono stati esposti e quindi sottoposti all'attenzione del Consiglio «criteri ge-stionali, fatti amministrativi, informazioni esatte che successivamente hanno inciso sensibilmente su quanto di competenza di responsabilità fondamentali per gli interessi della Biennale», vengono citati due episodi: «IL caso delle dimissioni del direttore operativo Renato Quaglia, nonché le polemiche sull'effettivo o meno degrado in cui versa l'Archivio storico delle arti contemporanee. In breve, in entrambi i casi il Consiglio di amministrazione non è stato posto nelle condizioni di comprendere quanto fosse realmente avvenuto». Le paghe. I dati riportati su queste pagine parlano chiaro: Guerci può contare su circa 250 mila euro lordi all'anno, oltre a casa in laguna, benefit vari e rimborsi spese. Un po' meno di lui, 180 mila euro lordi l'anno, il presidente Croff. Maxistipendio anche per il direttore dell'Asac (l'Archivio storico delle arti contemporanee) Giorgio Busetto, intorno ai 140 mila euro lordi all'anno, mentre gli altri dirigenti guadagnano fra i 70 e i 100 mila euro lordi all'anno e i direttori di settore percepiscono meno di tutti nella dirigenza, intorno ai 60 mila euro lordi all'anno. Silenzio d'oro. Croff come detto tace, anche se, evidentemente, qualcuno ha approvato (prima o dopo) quelle retribuzioni e la sua fu deliberata con il placet dell'allora ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani. Ma c'è da chiedersi visto che le voci su retribuzioni molto elevate alla Biennale correvano da tempo dentro e fuori dalla fondazione come mai il Consiglio di amministrazione, che ora si dissocia, abbia dovuto aspettare che le rendesse note la stampa per prendere posizione, invece di chiedere informazioni dettagliate in merito nella sede propria: cioè il Consiglio stesso, investendo il presidente del problema. Azzerare. Forse per questo in vista della nomina del nuovo presidente, che potrebbe essere un altro manager, come Davide Rampello e del direttore generale la parola d'ordine ora è: azzeramento dei maxistipendi. «Se sarò, come è possibile, nel nuovo Consiglio, insieme ad altri degli attuali consiglieri attacca Miracco quello che chiederò è l'azzeramento di tutte le retribuzioni attuali per la dirigenza. Che nessuno pensi di partire o di mantenere i livelli attuali. Stipendi come quelli erogati all'attuale direttore generale sono giustificabili solo se si è in grado di portare alla fondazione quattro volte tanto. Chiederò anche che i gettoni di presenza per i consiglieri yengano aboliti, perché possiamo tranquillamente rinunciare a poche migliaia di euro». Intenzioni. Buoni propositi per il futuro che, se davvero saranno poi mantenuti, si legano in qualche modo anche alla partita delle nomine. Se è davvero in arrivo, dopo Davide Croff, un nuovo presidente manager come ha auspicato di recente lo stesso Massimo Cacciari è già avvisato: si prepari a rivedere il suo stipendio attuale e a sacrificarsi per la nuova causa.
VENEZIA. Paghe d'oro in Biennale? Ha deciso Croff
Il presidente della Biennale, Davide Croff, è stato incolpato di aver azzerato i maxistipendi dei dirigenti della fondazione. Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, il consigliere della Regione Veneto, Franco Miracco, e il consigliere della Provincia, Amerigo Restucci, hanno emesso una nota congiunta in cui si dichiarano ignari di eventuali retribuzioni elevate dei dirigenti. La nota afferma che il presidente Croff non ha mai saputo nulla di tali retribuzioni e che il Consiglio di amministrazione non ha mai discusso di tali argomenti.
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