Oggi sono mille posti di lavoro a rischio. Entro la fine dell'anno potrebbero scomparire del tutto e altrettanti occupati si ritroverebbero senza stipendio. Il settore è quello dei Beni culturali e a ricevere il preavviso di licenziamento saranno i dipendenti delle cooperative che gestiscono musei, siti archeologici, biblioteche e archivi storici in tutta la Sardegna. I lavoratori del settore sono preoccupati per il loro futuro: alcune cooperative hanno già predisposto le lettere che annunciano la scadenza definitiva dei rapporti di lavoro. Il 31 dicembre, infatti, scadono i contratti che legano queste cooperative con i Comuni e altri enti: non saranno rinnovati automaticamente, ma dovranno essere lanciate nuove gare pubbliche d'appalto per affidare la gestione dei vari siti. La Regione, da questo punto di vista, intende lanciare un nuovo modello unitario per superare, ad esempio, la diversità e la frammentazione tra gli accordi siglati dai vari enti locali e i gestori. Un sistema da migliorare, insomma. Nel frattempo, però, tanti lavoratori rischiano il posto. La Regione punta a salvaguardare l'occupazione i posti di lavoro e le professionalità che si sono formate in tanti anni di servizio, ma i tempi sono strettissimi, e i nuovi bandi richiederebbero mesi col rischio che le biblioteche, i musei e gli archivi restino senza personale. In questo panorama, s'inserisce il passaggio di competenze in materia di Beni culturali dalla Regione alle Province previsto dalla legge regionale 14 del settembre 2006. Le cooperative sono solo una delle tipologie di società che curano i servizi di accoglienza nei vari siti: sono rappresentate da Legacoop, che esprime preoccupazione per le prospettive dei lavoratori, anche alla luce della mancanza del Piano trentennale regionale da predisporre sulla base delle indicazioni fornite dalle Province in accordo con i Comuni. Nei prossimi giorni rappresentanti dei lavoratori incontreranno quelli della Regione per trovare una soluzione condivisa a questi problemi, con l'obiettivo di evitare che un solo posto di lavoro vada perso.