CAGLIARI. Anche la vicenda di Tuvixeddu ì stata sfiorata dalla sentenza del tribunale amministrativo regionale (Tar) dell'altro ieri, che ha bocciato l'istituto dell'intesa tra Regione e Comuni. «In questo caso spiega Massimiliano Tavolacci, presidente udc della commissione Urbanistica del consiglio comunale il blocco della lottizzazione integrata ì legato all'allargamento del vincolo a tutta l'area, quindi la situazione resta immutata. Ma si apre una crepa». Secondo Tavolacci, «l'istituto dell'intesa permetteva alla Regione di fermare le iniziative che, pur già convenzionate, non avevano ancora le concessioni edilizie. Nel caso di Tuvixeddu alcune c'erano, come quella per la strada, ma ne mancavano altre, poi non date quanto la Regione ì intervenuta sul Comune». Dopo la situazione si ì sviluppata ulteriormente in quanto la commissione per il Paesaggio ha dichiarato la zona di particolare importanza pubblica e la giunta regionale ha, poi, allargato il vincolo. «Il Tar commenta Tavolacci ì intervenuto sull'istituto dell'intesa perchì questo ì stato inserito dopo la concertazione coi Comuni. Ma vi sono ancora diversi esposti che il tribunale amministrativo dovrà esaminare, tra cui quello presentato dall'amministrazione di Cagliari. In questo c'ì pure la contestazione che riguarda i tempi lasciati al Comune, cinque minuti, per esporre il proprio piano regolatore: evidentemente insufficienti». Ieri sera il governatore Renato Soru ha sottolineato il fatto che la sentenza del Tar non allarga ma semmai restringe le maglie del controllo e che, in ogni caso, la Regione deve sempre dare il nulla osta previsto dal piano paesaggistico. Sulla questione-Tuvixeddu l'attenzione ì puntata sulla sentenza del Tar che sarà emessa a metà mese. La Coimpresa, la società che fa capo al gruppo Cualbu, ha fatto ricorso chiedendo al tribunale amministrativo di esprimersi sul merito. L'impresa avrebbe dovuto realizzare la lottizzazione integrata secondo il protocollo d'intesa del 2000, firmato anche dalla Regione e dal Comune. Ma nel febbraio di quest'anno la Regione ha fermato i lavori e poi, come accennato, allargato il vincolo. Il governo dell'isola ì intervenuto per impedire che la società realizzasse l'edificazione progettata lungo via Is Maglias. Mentre nella necropoli punico-romana era previsto un parco archeologico: operazione messa in discussione per l'impostazione giudicata troppo invasiva e poco rispettosa del paesaggio. La Coimpresa, da parte sua, contesta la legittimità di tutto l'intervento regionale vista l'esistenza di un accordo di programma. La Regione, invece, precisa che tutto ì stato fatto in modo corretto nell'ambito della legge Galasso sui beni culturali; e che ì stato applicato il vincolo paesaggistico già deciso per il colle seppure senza renderlo operativo sin dalla fine degli anni Novanta del secolo scorso. Il tutto con l'obiettivo, come stabilito con una indicazione di Giunta di realizzare sul colle il grande parco Karalis. La posta in gioco ì alta. Se la Regione perde si apre un caso che potrebbe avere riflessi che vanno oltre Tuvixeddu. Se vince si va avanti verso la zona protetta per tutta l'area, mentre secondo il progetto-Coimpresa il parco sarebbe dovuto essere di venti ettari. Resterebbe, in ogni caso, aperto il contenzioso sulla proprietà dei terreni del colle, che la Coimpresa aveva ceduto al Comune in cambio delle concessioni edilizie.
Sardegna Tuvixeddu resterà blindato
Il tribunale amministrativo regionale (Tar) ha bocciato l'istituto dell'intesa tra Regione e Comuni, bloccando la lottizzazione integrata a Tuvixeddu. La sentenza ha lasciato aperta la questione sulla proprietà dei terreni del colle, che la Coimpresa aveva ceduto al Comune in cambio delle concessioni edilizie. La Regione ha contestato la legittimità di tutto l'intervento regionale, affermando che tutto è stato fatto in modo corretto nell'ambito della legge Galasso sui beni culturali. La Coimpresa ha contestato la legittimità di tutto l'intervento regionale, affermando che è stato fatto senza l'accordo di programma.
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