Silvio Curto, decano degli egittologi Una volta sola esposte le sembianze al pubblico, nel 1966 a Parigi -------------------------------------------------------------------------------- TORINO - Leggende, maledizioni vere o presunte legate al suo nome, enigmi sulle cause della morte. E adesso, dopo circa 3300 anni di sepoltura nel suo sarcofago di Luxor, nella Valle dei Re, anche lesposizione in pubblico, in una cassa in plexigass e climatizzata, del volto di Tutankhamon, il faraone-bambino. Una decisione, questa, motivata ufficialmente dai problemi legati alla conservazione della mummia del sovrano. Che cosa ne pensa un insigne studioso come Silvio Curto, torinese, decano degli egittologi italiani? «Intanto va detto che non è la prima volta che il suo volto è visibile. Dal tempo del ritrovamento della sua tomba, nel 1922, da parte dellarcheologo britannico Howard Carter, diverse persone hanno potuto vederlo. Senza dimenticare che ciò accadde pure alla grande mostra di Parigi, che risale al 1966. Ovviamente, però, in virtù della decisione di Zahi Hawass, il direttore del Supremo consiglio di antichità egiziane, ora Tutankhamon sarà visto da tutti. Al museo del Cairo, in ogni caso, vi sono numerose altre mummie di faraoni a viso scoperto. Niente di nuovo, insomma». Ancora oggi, tra gli studiosi, si dibatte con toni accesi sulla fine di Tutankhamon, che salì al trono a nove anni e morì ventenne. Fu ucciso? Oppure perse la vita per una malattia? «Credo che lultima ipotesi, quella formulata da Zahi Hawass, sia la più verosimile: sarebbe deceduto in seguito al calcio di un cavallo, non per mano dei sacerdoti che avrebbero voluto affermare il loro potere. Queste ultime sono leggende, tra le tante nate intorno alla figura di Tutankhamon. Invece lipotesi del cavallo è credibile, anche perché i giovani principi egizi andavano davvero matti per quegli animali, che addestravano e allenavano con passione».
PIEMONTE - "Dopo 40 anni potranno vederlo tutti"
Il volto di Tutankhamon, il faraone-bambino, sarà visibile in pubblico per la prima volta dopo 3300 anni di sepoltura. La decisione è motivata dai problemi di conservazione della mummia. Silvio Curto, decano degli egittologi italiani, esprime la sua opinione sulla fine della vita di Tutankhamon. Secondo lui, la morte del faraone è stata causata da un calcio di cavallo, non da una uccisione. Questa ipotesi è credibile, poiché i giovani principi egizi amavano gli animali. Al museo del Cairo, ci sono altre mummie di faraoni a viso scoperto.
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