Carceri, caserme, aree portuali e aree autostradali, concessioni, canoni, affitti e micro-vendite ai cittadini. Sarà qui, in queste "zone franche" politicamente corrette, che Patrimonio spa (Pspa) cercherà la chiave del successo delle alienazioni immobiliari anno 2003 a firma dello Stato, un maxi-programma con entrate pari a 7,2 miliardi di euro. L'anno prossimo saranno le dismissioni dirette a fare la parte del leone. I primi passi Pspa intende muoverli su aree commerciali, tenendosi alla larga dall'incandescente campo dei monumenti, dei beni artistici, storici e culturali e dalle ricchezze ambientali. Drasticamente ridimensionato nel 2003 sarà il ricorso alla cartolarizzazione. Al via le "zone franche". Accusata di voler vendere il Colosseo prima ancora di aver tenuto il suo primo Consiglio di Amministrazione, la neonata Patrimonio dello Stato spa si guarderà bene dal commettere passi falsi. I primi incassi di Pspa saranno prevedibilmente generati dalla vendita di proprietà immobiliari pubbliche in aree che non hanno nulla a che fare con l'intoccabile patrimonio inalienabile. E così stando agli orientamenti attualmente allo studio che dovranno essere confermati entro metà febbraio quando la società sarà operativa nella sua nuova sede, carceri, caserme, aree portuali e aree autostradali saranno le zone che faranno decollare i primi programmi pluriennali di Pspa. Per la vendita di carceri e caserme, edifici che si trovano spesso nel centro storico delle grandi città, è previsto un programma tra i 4 e i 6 anni: la dismissione di un solo carcere dovrebbe generare il gettito necessario per la costruzione attraverso il project financing di quattro carceri in zone periferiche, riducendo così il fabbisogno. La riforma del servizio militare con l'esercito di soli professionisti, inoltre, metterà a disposizione un numero elevato di caserme vuote da destinare ad altri usi. Dalle aree portuali e autostradali inoltre, saranno attese entrate rilevanti in seguito a valorizzazioni. Se tutto andrà bene, Pspa potrebbe generare un'entrata da 1 e 2 miliardi di euro per queste vendite dirette. Altri progetti riguardano anche la gestione più redditizia delle concessioni e un adeguamento a livelli di mercato di canoni e affitti degli immobili di proprietà dello Stato. Saranno messi in vendita anche i beni confiscati alla malavita e alla mafia. Frenano le cartolarizzazioni. Lo strumento della securitization che ha funzionato perfettamente nel 2001 e nel 2002 per velocizzare la vendita delle unità residenziali dei sette enti previdentiali potrà essere riutilizzato nel 2003 limitatamente, solo per le proprietà di simile tipologia, che sono quelle di Difesa, Poste e Ferrovie. Il portafoglio degli immobili cedibili per una terza cartolarizzazione è dunque ridotto rispetto a quello di Scip1 e di Scip2; la taglia di Scip3 dovrebbe oscillare tra 1 e 1,3 miliardi. Tempi stretti per Pspa. Gli obiettivi di Pspa così come resi noti al momento della creazione della società avevano una portata di medio-lungo termine: alienare, valorizzazione e gestire al meglio il patrimonio dello Stato non è in effetti un compito che si risolve in tempi brevi. Tnat'è che gran parte del 2003 servirà per compilare il solo inventario delle proprietà pubbliche alienabili, con l'aiuto dell'Agenzia del Demanio e dei Ministeri dei Beni Culturali e dell'Ambiente. Ma a questo programma iniziale si è ora affiancato il maxi-incasso previsto per il 2003, pari a 7,2 miliardi di euro da alienazioni e operazioni immobiliari. Solo una minima parte da cartolarizzazioni.