Presentato in variante non era stato secretato Corsa contro il tempo per evitare lassalto dei signori del cemento In città 20 mila vani abusivi non si smantella nulla ma si tenta di riqualificare intere zone devastate da costruzioni senza regole Il sindaco Crocetta Con il petrolchimico dobbiamo convivere rappresenta il passato e il futuro di questa nostra comunità Il segretario della Cgil Non si poteva pensare di cancellare quanto di brutto è stato fatto né di abbattere le case dei poveri -------------------------------------------------------------------------------- GELA - Un nuovo piano regolatore nella città senza regole. Bloccato dal 1970, era stato ripensato nel 1995 ma solo ora, Rosario Crocetta, il sindaco che è diventato in Sicilia il simbolo di ogni lotta per la legalità, è riuscito a sbloccarlo. Un piano, quello redatto da Leonardo Urbani, che, stranamente, non è stato mai secretato e che, quindi, nelle varie fasi avrebbe potuto essere sottoposto a pressioni di vario tipo. Non necessariamente mafiose ma anche private: opera di imprenditori, costruttori, proprietari di terreni in odore di edificabilità. È avvenuto così che Crocetta, allinizio di questa settimana, ha mantenuto limpegno che già, fin dalla scorsa legislatura, aveva assunto con il proprio elettorato: quello di dare regole certe per il futuro e soluzioni per quanto di brutto e negativo sera fatto in passato. Cosa non facile se si tiene conto che Gela è, nel Meridione, la "capitale" dellabusivismo. Una capitale dove il 21 ottobre del 1983 cinquemila abusivi, guidati dagli speculatori edilizi e fondiari assaltarono il municipio, bruciarono tutte le carte dellufficio urbanistica, presero il sindaco di allora, Giacomo Ventura e lo portarono a cavalcioni in piazza costringendolo fisicamente a ritirare i provvedimenti antiabusivismo che aveva assunto. Una rivolta orchestrata dai signori del cemento e delle terre fatta passare come una rivolta di popolo che costrinse lo Stato ad arrendersi. Adesso a Gela la musica cambia. Lamministrazione comunale ha presentato il nuovo piano regolatore generale della città in variante e sarà, adesso, il Consiglio comunale entro sei mesi o poco più a discuterlo, modificarlo, metabolizzarlo. «Il fatto che non fosse mai stato secretato - dice lassessore allurbanistica Elisa Nuara - ci ha imposto di accelerare i tempi per la presentazione del piano. Dovevamo evitare che eventuali fughe di notizie potessero creare problemi. Abbiamo scelto che se ne discutesse subito in Consiglio. Solo da adesso si parlerà di un confronto democratico». La variante al Prg è fondamentalmente una presa datto con la ricerca di soluzioni alternative per migliorare la vivibilità della città e creare nuovi spazi verdi, assolutamente mancanti in questa che è la quinta città della Sicilia, e nuove opportunità per quanti si apprestano a costruire ex novo. La regola di base è, che, comunque, da questo momento in poi, ci si dovrà attenere alle prescrizioni. «È chiaro - dice Giovanni Ferro, segretario della locale Camera del lavoro - che questo piano in variante non potrà mai annullare quanto di brutto fatto nel corso degli ultimi quarantanni. Dovrà solo prenderne atto perché sarebbe stolto pensare di abbattere al suolo migliaia di vani realizzati senza regole ma da povera gente. Bisogna solo, a questo punto, prendere atto di ciò che esiste e avviare unattività di riqualificazione». La città, attualmente, è tagliata in due da una vecchia linea ferroviaria sulla quale transitano pochi vagoni al giorno ma che rappresenta un ostacolo in grado di congestionare il traffico. Non esiste una circonvallazione che aggiri limbuto di via Venezia, lunica arteria che collega Agrigento con Catania e Siracusa. Non esistono campi di calcio regolamentari al di fuori del vecchio "Presti" che pure si trova, adesso, nel bel mezzo del centro abitato. Le zone archeologiche, bellissime, sono isolate e prive di infrastrutture. «Come tutti - dice il vicepresidente di Assindustria nissena, il gelose Rosario Amarù - non conosco lo specifico piano proposto. Come imprenditore e come gelese mi aspetto che lo strumento urbanistico detti regole precise per tutti, che riqualifichi le periferie e il centro storico e che indichi nuove direzioni di sviluppo che, una volta per tutte, trovino riscontro in un ambito ben preciso di legalità. La città, tempi addietro, avrebbe fatto meglio a crescere più distante dal petrolchimico. Oggi la realtà è questa. Non può essere cancellata. Mi auspico un cambiamento di rotta per il futuro». E Amarù, qui a Gela, è espressione di quella classe imprenditoriale locale che vuole dare un senso al proprio impegno. «Gela - dice Rosario Crocetta - è un comune con 20 mila vani abusivi. Un caso unico per tutti, quello del quartiere di Settefarine, una zona dove attualmente vivono quindicimila abitanti quasi tutti in costruzioni abusive. Proprio per questa zona già un paio di anni fa larchitetto Enzo Mari ci ha consegnato un piano globale di recupero che prevede anche una grande zona a verde e interventi specifici per fogne e acque piovane». «Questo nuovo Prg - dice ancora Elisa Nuara - non dimentica il centro storico prevedendone interventi che ne favoriscano una migliore abitabilità e vivibilità. Non ritengo sia il vertice dei sogni ma un serio punto di partenza per il futuro di questa città». Ma Gela è pure la città del petrolchimico dellEni, intorno al quale si è sviluppata. E non cè gelese che non abbia un pezzo di cuore legato allo stabilimento. Nel bene e nel male. «Con lo stabilimento - dice ancora Crocetta, che della "fabbrica" è dipendente in aspettativa - questa città deve vivere ora e in futuro. Quello che esiste non possiamo cancellarlo con un colpo di spugna, non possiamo pensare di tornare a vivere, dopo quello che è successo, come in un borgo di contadini e pescatori. Dobbiamo solo cercare di conviverci al meglio». «Spero - conclude Gianni Ferro - che il dibattito consiliare si trasformi in un grande atto di concertazione con le parti sociali come mai se ne sono visti da queste parti». Ieri, in città, di tutto questo, in una giornata bagnata da una pioggia leggera e noiosa si parlava abbondantemente. Lultima parola adesso spetta al Consiglio comunale nei tempi che si saprà dare. Crocetta, di suo, ci mette la faccia e, alla fine il Prg sarà il consuntivo di due stagioni trascorse da sindaco in questa città bella e maledetta.