Vitali boccia la proposta degli industriali e della Regione Il senatore Ds contrario a criteri discrezionali sulla distribuzione delle risorse "Bologna non ha la forza contrattuale degli altri centri metropolitani come Milano" -------------------------------------------------------------------------------- «Macché, non serve aggiungere un altro tavolo per dialogare col Governo» taglia corto lex sindaco Walter Vitali, ora senatore Ds, rigettando lipotesi del consigliere regionale Luigi Gilli e del presidente di «Unindustria» Gaetano Maccaferri. Non le piace lidea di un organismo che metta assieme tutti quelli che devono decidere, istituzioni locali, Governo e imprenditori? «Di tavoli ne abbiamo già tanti Cè quello per Milano, per Napoli, per Venezia, per Roma, ci sono le leggi speciali Credetemi, aprirne un altro per Bologna sarebbe del tutto sterile perché la nostra città verrebbe schiacciata dalla forza contrattuale dei grandi centri metropolitani. Il problema è cambiare le cose, vale a dire i criteri di ripartizione dei finanziamenti pubblici per le infrastrutture». In che modo? «Rovesciamo tutti i tavoli, cancelliamo le leggi speciali e mettiamo in piedi una serie di regole valide per tutti con le quali distribuire i finanziamenti alle città sulla base dellinteresse nazionale e del grado di dotazione infrastrutturale. Il Passante è di interesse nazionale e non solo locale? Bene, lo si finanzi. Ora, invece, il criterio è del tutto discrezionale e poco trasparente anche perché va registrato il fallimento della legge Obbiettivo che ha promosso tutto ma ha finanziato solo un terzo delle opere in lista. In tutti gli altri Paesi europei funziona con regole oggettive e trasparenti. Da noi, invece, un ministero fa le cose indipendentemente dallaltro. Ognuno va per sé senza coordinamento. Inoltre, per accrescere la forza contrattuale, bisognerebbe rilanciare la Città metropolitana di cui si parla dal '94». Cambiare il meccanismo dei finanziamenti necessita di tempo, mentre i problemi di Bologna sono urgentissimi. Cosa si può fare nellimmediato? «Bisogna attuare un doppio movimento. È chiaro che occorre continuare a chiedere i soldi con lattuale sistema, ma contemporaneamente è fondamentale cercare di cambiare le regole». Cè anche unincapacità nel governo locale. Ogni giunta un cambio di progetto. È daccordo con questo giudizio del presidente di Nomisma Gualtiero Tamburini? «È vero che si cambia spesso. I primi a cambiare fummo noi mettendo da parte tre linee di metrò leggero a favore della tramvia. Mi convinsi quando firmammo laccordo per lAlta velocità col passaggio sotterraneo dei treni e lavvio del Sistema ferroviario metropolitano che disponeva di 73 fermate di cui 16 in città. Quella era una vera metropolitana. Inoltre noi, la tramvia, la facemmo finanziare, visto che lo Stato stanziò 240 miliardi di lire. Poi lAmministrazione di centro destra buttò tutto nel cestino, soldi compresi, per un pregiudizio ideologico e con la scusa dello stop della Sovrintendenza, peraltro già ampiamente superato». Secondo lei la Regione non sostiene abbastanza Bologna dovendo sponsorizzare anche i progetti delle altre città? «Il presidente Vasco Errani ha parlato di Bologna capitale attirandosi le ire del resto dEmilia. Semmai il problema è, come ho detto, attuare la città metropolitana per avere più forza contrattuale in sede di Governo. Nel resto dEuropa le città dialogano direttamente con potere centrale». SEGUE A PAGINA V