Crollo delle Mura Aureliane, il giorno dopo. Dovevano iniziare subito ieri mattina i lavori di puntellamento delle aree adiacenti, anch'esse giudicate a rischio dai tecnici della sovrintendenza, ma bisognerà aspettare ancora «qualche giorno». Impossibile, nel lungo ponte festivo, trovare un'impresa disposta a intervenire nell'immediato. L'area è stata comunque recintata. Tirato un sospiro di sollievo per i sei rumeni accampati che sono riusciti a fuggire al primo blocchetto di tufo venuto giù venerdì sera (48 ore prima l'area era stata giudicata a forte rischio dopo un sopralluogo ma non recintata pur sapendo che lì vivono di norma accampati rumeni), ora si fa il bilancio del danno e si programma un intervento (che già era in programma e finanziato) di restauro e consolidamento. Come già riportato ieri, a cedere è stata la fodera del muro, il rivestimento risalente all'epoca di Sisto V, e non il muro di epoca romana (a venir giù non son stati i laterizi bensì i cosiddetti «tufelli», blocchetti tufacei, in un tratto di cinta già più volte rimaneggiato nei secoli in quel tratto). «Sono stati effettuati i sopralluoghi necessari e nell'immediato, questione di qualche giorno al massimo, si procederà a lavori di somma urgenza, ovvero ai puntella-menti per la messa in sicurezza dell'area», ha spiegato ieri il sovrintendente comunale Eugenio La Rocca. «Poi, a primavera, inizieranno nel tratto interessato dal crollo lavori più generali di restauro già previsti e finanziati con due milioni di euro. Stiamo inoltre lavorando su altri tre tratti di cinta muraria antica, in via Campania, a Porta Latina e a Porta Metronia, con un finanziamento di sei milioni» (cento i milioni necessari, secondo stime della stessa Sovrintendenza, per restaurare e mettere in sicurezza l'intera cinta). Tra le «concause» del crollo di venerdì, ha spiegato il sovrintendente, «anche la presenza sul camminamento delle mura del giardino pensile della settecentesca Villa Gentili-del Drago, ora proprietà Dominici», proprietà che dispone della parte superiore di quel tratto di mura e dell'attigua torretta fino al 2013 in virtù di una vecchia concessione in scadenza datata 93 anni fa. «Non so ancora quantificare il danno nella porzione crollata, ora lo stabiliranno i tecnici ha detto La Roccama è chiaro che i Dominici, che hanno in concessione l'area, con oneri e onori dunque, dovranno contribuire alle spese qualora verranno accertate le loro responsabilità». Quella di Villa Dominici non è comunque l'unica situazione in cui dei privati, a diverso titolo e in virtù di situazioni datate anche di più di un secolo, dispongono di una parte delle mura (bene di proprietà comunale dal 1847 in virtù di un «motu proprio » di Pio IX) con problemi o di manutenzione o di fruibilità del monumento. Questo secondo caso, ad esempio, coinvolge anche due istituzioni straniere: l'Accademia di Francia Villa Medici e l'ambasciata inglese a Porta Pia, che dispongono in esclusiva di lunghi tratti di camminamenti. Altri privati che in qualche modo abitano o dispongono di parti di mura o di complessi antichi connessi alla cinta si trovano inoltre nel tratto del Campo Boario, nella Porta Salaria (piazza Fiume), in via Campania o nel Bastione ardeatino di Paolo III del Sangallo (dove vive e lavora uno scultore). Tutte situazioni ereditate da un passato più o meno lontano in cui l'utilizzo delle mura per fini abitativi vari (atelier, laboratori, case, circoli, perfino discoteche) era molto più diffuso di oggi, anche se il Campidoglio ha ancora in corso alcune vertenze giudiziarie con sfratti esecutivi per riappropriarsi di questo suo straordinario bene. Un bene ancora oggi in grandissima parte sottratto al pubblico godimento, in gran parte cintato con cartelli «zona pericolo» e non fruibile nonostante l'importanza e lo splendore dell'intero complesso.
Crollo delle Mura Aureliane. Slitta la messa in sicurezza
Ieri sera è crollato un tratto delle Mura Aureliane a Roma, in un punto dove i tecnici della Sovrintendenza avevano già segnalato un rischio di crollo. L'area interessata è stata recintata e i lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza sono in programma. Il crollo è stato causato dalla presenza di un giardino pensile sulla mura, che ha messo a rischio la struttura. I lavori di restauro e consolidamento saranno effettuati a primavera, con un finanziamento di due milioni di euro. La Sovrintendenza sta lavorando anche su altri tratti di cinta muraria antica, con un finanziamento di sei milioni di euro.
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