L'ultimo restauro di Palazzo Ducale prevedeva anche la sostituzione dei perni in metallo che sostengono internamente le strutture in pietra d'Istria. Ma quei perni non sarebbero mai stati sostituiti. È questa la clamorosa verità che la procura della Repubblica di Venezia ha accertato da una prima analisi della documentazione sequestrata nei giorni scorsi a Bologna, nella sede delle ditte che nel 2003 si occuparono dei lavori in piazza San Marco, su incarico della Sovrintendenza ai beni architettonici. La scoperta è avvenuta nell'ambito delle indagini sull'incidente avvenuto il 29 settembre, quando un blocco di pietra d'Istria del peso di una trentina di chili si è staccato da un finestrone della sala del Maggior Consiglio ed è precipitato sui masegni, provocando il ferimento di un turista tedesco di 65 anni che stava passeggiando lungo la riva che si affaccia sul Bacino di San Marco, vicino al rio della Paglia. A coordinare gli accertamenti, disposti dal procuratore capo Vittorio Borraccetti, è il procuratore aggiunto Carlo Mastelloni, il quale ieri pomeriggio non ha voluto rilasciare alcuna conferma o dichiarazione sui risultati dell'inchiesta. Nei giorni successivi all'incidente, gli addetti ai lavori avevano immediatamente ipotizzato che il crollo fosse da addebitarsi alla ruggine che, lentamente, aveva corroso il perno in ferro.e si erano domandati come mai nessuno si fosse accorto del problema di stabilità degli elementi in pietra d'Istria, e non avesse operato di conseguenza. La risposta è arrivata dalla documentazione sequestrata a Bologna, sulla base della quale gli inquirenti dovranno ora valutare eventuali responsabilità a carico di chi ha materialmente eseguito le opere di restauro, ma anche di chi, per conto della Sovrintendenza, aveva l'incarico di direzione dei lavori, e dunque di controllare che venissero eseguite tutte, a regola d'arte. Il crollo, fortunatamente, non ha avuto gravi conseguenze: il turista tedesco, infatti, è stato colpito soltanto da una scheggia del blocco di pietra d'Istria schiantatosi sui masegni: curato al Pronto soccorso dell'Ospedale civile, fu dichiarato guaribile in una ventina di giorni e subito dimesso. Se la pietra lo avesse colpito in pieno, o fosse caduta su un altro passante, le conseguenze sarebbero state sicuramente più pesanti. Il finestrone lesionato è già stato messo in sicurezza ed è stata installata un'impalcatura che servirà per eseguire un nuovo intervento di restauro e di ripristino: con molte probabilità il cantiere verrà esteso all'intera facciata sul Molo, per un controllo complessivo dello stato di conservazione degli elementi in pietra. Verifica che, soprattutto alla luce dei primi risultati dell'inchiesta penale, appare ancora più urgente e doverosa: è possibile, infatti, che altri perni in metallo presentino lesioni, con conseguenti problemi di stabilità delle strutture in pietra. Per Palazzo Ducale il ministero dei Beni culturali ha già stanziato circa 200mila euro, che il Comune dovrà integrare con fondi propri.
Venezia. Crollo a palazzo Ducale, colpa del restauro
La procura della Repubblica di Venezia ha accertato che i perni in metallo che sostengono le strutture in pietra d'Istria del Palazzo Ducale non sono stati sostituiti come previsto nel restauro. La scoperta è stata fatta analizzando la documentazione sequestrata a Bologna. Il crollo di un blocco di pietra d'Istria il 29 settembre ha ferito un turista tedesco, ma non ha avuto gravi conseguenze. Gli inquirenti dovranno valutare le responsabilità di chi ha eseguito i lavori di restauro e di chi ha controllato che venissero eseguiti a regola d'arte. Il Palazzo Ducale ha già ricevuto 200mila euro dal ministero dei Beni culturali.
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