IL FASCINO DELLE SOVRAPPOSIZIONI Il cedimento a San Lorenzo proprio sotto il giardino pensile della settecentesca villa Gentile Gli alberelli, già gremiti di mandarini, sono rimasti sospesi, con le loro zolle di buona terra scura che non si sbriciola, sopra il tratto di Mura Aureliane crollato alle 19 dell'altroieri: ma non dalla parte del viale di Porta Tiburtina, che scorre dall'interno sotto le mura imperiali, e , superati (dall'esterno) i tre fornici, immette nel quartiere di San Lorenzo, ma proprio dalla parte opposta, all'ultimo semaforo di viale Pretoriano,dove questo si incrocia, confluendo in piazza Sisto V, con via Marsala. E qui le mura si sono sgretolate lasciando appunto in sospeso il giardino misterioso. Che, dai tempi in cui lavoravo nella redazione di Paese Sera (via dei Taurini), m'affascinava inducendomi a fantasticare su chi mai lo curasse; ancora ieri, nella mia perlustrazione, ho constatato il rigoglio di due altissimi pini ad ombrello, e cipressi e querce, e palme, ed edera e vite americana con ballatoi e berceaux e pergolati d'uva, tutto un po' delabrè ma splendido, come la costruzione - «Una villa settecentesca », finalmente lo ho saputo dal Soprintendente Eugenio La Rocca, e io che la credevo medioevale, che vergogna - che s'annida in fondo al suo parco, e, con le sue dependences(forse abbandonate), si chiama, ora lo so,Villa Gentile: ed è stata concessa alla famiglia Dominici per 99 anni. (La concessione scadrà nel 2013). Il Soprintendente EugenioLa Rocca mi fa notare che anche Villa Medici è innestata sulle Mura Aureliane, ma sottolinea che la vegetazione del tratto crollato è comunque«di manutenzione pubblica», e che i concessionari sono tenuti a partecipare alle spese di restauro. Traccia quindi un quadro d'insieme della situazione, premettendo: «Diciassette chilometri di Mura non è che si possono tenere costantemente sotto osservazione, o restaurare tutte insieme ». Diciassette chilometri di mura fortificate, la cui costruzione fu decisa dall'imperatore Aureliano nel 271 d.C. L'imperatore aveva sconfitto i Vandali in Pannonia e gli Alemanni sul Ticino, ed era riuscito anche a respingere i Goti oltre il Danubio Ma l'Impero era minacciato dalle invasioni barbariche (quelle vere), e Roma non aveva una cinta muraria che la difendesse. La costruzione andò avanti velocemente, inglobando edifici e mura preesistenti, e quando Aureliano morì, nel 275 d.C. l'essenziale era fatto. La fortificazione era strutturata con torrette di guardia capaci di supportare «macchine di guerra » ogni 30 metri (erano previste anche i «necessaria», cioè le latrine), e gli accessi erano garantiti - o vietati, nel caso di nemici - da sei porte: Tiburtina, Maggiore, Latina, Asinaria, San Sebastiano e San Paolo; cui, subentrando all'Impero il Papato, si sovrapposero quelle dell'architettura rinascimentale e barocca, realizzate da Michelangelo, dal Sangallo, da Gian Lorenzo Bernini. «Vorrei sottolineare - mi precisa il Professor La Rocca- che è crollato un tratto della "fodera papalina", un restauro non ottimale, com'è successo qualche tempo fa anche al Palatino» «Insomma, tutta Roma crolla? », «Ma no, la Roma classica ha duemila anni di vita, ed è l'unica capitale europea che è riuscita a mantenere in gran parte le mura urbane del periodo classico». «Attualmente - spiega il Soprintendente - procediamo con i restauri di ben tre tratti delle Aureliane: quello tra Porta Metronia e Porta Latina, quello di via Campania, e quello di Porta San Giovanni. Costeranno sei milioni di euro. Poi, sono stati già deliberati investimenti per altri due milioni e mezzo, che saranno dedicati al tratto di mura interessato da questo crollo, da Porta Tiburtina al Ministero dell'Aereonautica». Secondo la più recente Guida di Roma del Touring Club, aggiornata al dicembre2004, faceva parte del Piano Regolatore «la rigenerazione del circuito aureliano, riqualificato con la creazione di parchi urbani, passeggiate archeologiche e percorsi storico-ambientali». Dopo il crollo di 400 metri delle Mura a Pasqua del 2001, Walter Veltroni si impegnò al restauro indifferibile di quel tratto, compreso tra il Bastione Ardeatino e Porta San Sebastiano; e dopo cinque anni di lavori, dal luglio del 2006 si è reso possibile anche l'accesso del pubblico al monumento. Dal canto suo, Andrea Carandini, l'archeologo che da anni richiama l'attenzione sui crolli del Palatino, per il cui sostegno infine sono stati stanziati le prime somme, lancia una provocazione: «Quando si potrà tornare a camminare sulla cerchia aureliana, o magari ad andarci in bicicletta, le Mura saranno salve ».
ROMA - Mura romane, a crollare è la fodera papalina
Il cedimento delle Mura Aureliane a San Lorenzo ha lasciato in sospeso il giardino pensile della villa Gentile, una settecentesca villa che si trova all'interno del parco. La villa è stata concessa alla famiglia Dominici per 99 anni. Il Soprintendente Eugenio La Rocca ha spiegato che la vegetazione del tratto crollato è comunemente manutenzione pubblica e che i concessionari sono tenuti a partecipare alle spese di restauro. La costruzione delle Mura Aureliane è stata decisa dall'imperatore Aureliano nel 271 d.C. e sono state costruite con torrette di guardia e sei porte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo