«E' un momento di festa che mi auguro di condividere con tutti i baresi», n sindaco Simeone Di Cagno Abbrescia saluta così la quattordicesima «Fondazione lirico -sinfonica Petruzzelli e teatri di Bari». Ieri la Camera ha dato il via libera definitivo, con voto bipartisan, al disegno di legge proposto dal Governo con 428 voti a favore e due contrari (i deputati Sabattini e Nannicini dei Ds). Petruzzelli, Margherita, Piccinni e Auditorium saranno la colonna portante della nuova fondazione che «dall'Abruzzo alla Calabria sarà la prima del Sud-est italiano», ha osservato il sindaco. Alla fondazione sono destinati i fondi per la ricostruzione del teatro Petruzzelli, distrutto da un incendio 12 anni fa. «I flussi finanziari saranno aggiuntivi - ha spiegato il sindaco - e non andranno ad intaccare il budget delle altre fondazioni esistenti. Per il resto si conterà su altri enti e privati». Contestualmente al Petruzzelli anche il teatro Margherita rivedrà la luce: «L'Agenzia del Demanio aspettava solo di avere la certezza della gestione. Ora sarà pura formalità ottenere gli altri 20 miliardi di vecchie lire per il completamento dell'opera». L'assessore alla Cultura, Angiola Filipponio, ha raccontato il dietro le quinte di questo successo: «Ho avuto l'idea dell'ente lirico in aereo. E' vera la convinzione che lo Spirito Santo si posa dove vuole. Sono felice come italiana perché abbiamo scritto una pagina di storia e la storia non ammette commenti». Più che i nomi saranno i criteri lo spirito guida della fondazione, ha spiegato Filipponio: «Criteri di assoluta professionalità. Se un ruolo avrò sarà questo». Soddisfatto anche il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani: «Questa vicenda dimostra l'attenzione che il Governo ha nei confronti di tutto il Sud. Con il voto di oggi la ferita dell'incendio è rimarginata». Per il presidente della Regione, Raffaele Fitto, «per Regione, Comune e Provincia che hanno lavorato a questa soluzione sarà un impegno primario contribuire alla più rapida conclusione dei lavori di ricostruzione e di restauro dei teatri». Per tutti sarà l'occasione per operare «affinchè la qualità delle produzioni sia all'altezza del nuovo prestigio istituzionale acquisito. Quando si parla di qualità della vita e, purtroppo in qualche caso, della necessità del ripristino della legalità e della convivenza civile non ci si può soltanto riferire all'ordine pubblico». L'istituzione della Fondazione è una risposta. Ernesto Maggi (An), che parla anche a nome dei deputati pugliesi di An commenta: «Nonostante la soddisfazione per il via libera rimane il rammarico per l'atteggiamento del gruppo Ds relativamente all' iter alla Camera del disegno di legge ». Accusa che i Ds hanno respinto per bocca del capogruppo alla Camera, Luciano Violante, che in una lettera aperta scrive: «Con l'approvazione della Fondazione si è dimostrato che la polemica sollevata era del tutto pretestuosa. Alcuni esponenti dei centrodestra hanno cercato di utilizzare il caso non nell'interesse della città di Bari ma per pure ragioni propagandistiche. Il voto dell'Aula li ha smentiti». Noi, continua Violante, «non abbiamo ceduto al ricatto del centrodestra che intendeva far passare questa proposta solo se collegata ad altre proposte, da noi non condivise». Concetto ribadito in una conferenza stampa convocata nel primo pomeriggio di ieri, nella quale il deputato Alba Sasso ha parlato di «ignobile gazzarra sollevata anche ieri dalla destra in aula con l'onorevole Carlucci». Ed hanno rivendicato la primogenitura del progetto: «La Fondazione è una creatura del centrosinistra, anche prima dell'impegno del governo D'Alema». Sasso ha affermato che «l'unanimità era scontata e che non c'era concorrenza vista anche la lunga battaglia di anni del partito per ottenere questo risultato». Fin da quando, ha ricordato il parlamentare europeo Enzo Lavarra, «i Ds diedero un impulso con la prefigurazione di un soggetto pubblico-privato che ha poi preso la forma definitiva della Fondazione». Per questo Lavarra ha ringraziato Oberdan Forlenza all'epoca capo di Gabinetto del ministro Veltroni, per il contributo sull'utilizzo dei fondi pubblici per il Petruzzelli». Da parte di tutti c'è stata la volontà di spazzare via le polemiche per concentrarsi sulle risorse. Secondo i Ds, infatti, in Finanziaria non c'è traccia di accantonamenti di maggior peso per il Fus, il Fondo dello spettacolo, da cui anche la fondazione barese dovrà attingere le risorse. Pronta la replica del sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bono: «Ancora polemiche? Intanto abbiamo sancito un automatismo per i fondi e potevamo non farlo per i primi anni. Avremmo potuto dire organizzate il vostro programma sul quale daremo il contributo, come per gli altri. Così non è stato. Valuteremo, però, quale sarà la quota».