SASSARI. I vecchi giacimenti di piombo, argento e zinco, diventano una miniera per artisti a caccia di ispirazione. I ruderi che ospitavano le maestranze si trasformano in case-laboratorio. Un'oasi della cultura e della sperimentazione attecchisce lungo le strade polverose e tra le strutture abbandonate dell'Argentiera. È' un'idea, per ora. Una delle tante passate sotto la lente della Regione, che ha promosso il concorso internazionale "Costeras", dedicato allo sviluppo di otto borgate: Argentiera (Sassari), Isola Rossa (Trinità d'Agultu e Vignola), Giorgino (Cagliari), Torre Salinas (Muravera), Santa Maria Navarrese (Baunei), Santa Lucia (Siniscola), Santa Caterina di Pittinuri (Cuglieri) e Marceddi (Terralba). La visione di un'Argentiera diversa, raccontata da un gruppo di lavoro formato da ingegneri, architetti e geometri sassaresi, ha vinto il 3 premio. Il progetto sarà confrontato con i primi due classificati (firmati da squadre provenienti dal Friuli e dalla Francia), poi si procederà a un lavoro di sintesi. In stretta collaborazione con la Regione, l'amministrazione comunale e gli imprenditori interessati a investire. Il pool guidato da Giacomo Enrico Mentasti (architetto) e Salvatore Tavera (ingegnere), parte da una radiografia generale del territorio nel quale si trova l'Argentiera. Poi scannerizza sulle particolarità della borgata mineraria, fino a farla diventare il cuore di un progetto ad ampio raggio. La novità è rappresentata dal fatto che lo sviluppo immaginato esce dai soliti confini: si punta sull'Argentiera per realizzare qualcosa di cui il Sassarese è attualmente privo. Manca cioè, secondo i progettisti, "un attrat-tore culturale bene organizzato, tale da costituire un'offerta alternativa al mare e alle spiagge". Vietato ripetere gli errori del passato: si sono rivelate fallimentari le scelte di riqualificazione basate su riconversioni turistico-balneari di un territorio in cui qualche fazzoletto di spiaggia e immerso in una distesa che trasuda storia e cultura. Il progetto mette insieme i fotogrammi di un'epoca affascinanti, in un percorso di arte e natura incaricato di suonare la sveglia a un territorio "culturalmente sonnecchiante". La borgata viene divisa in cinque grandi aree. La prima corrisponde allo spiazzo che si incontra all'arrivo, utilizzato come parcheggio per auto e camper. La prospettiva viene capovolta: le auto vanno sotto, negli stalli interrati. E in superficie trova spazio il Parco della Miniera: snodo della viabilità ma anche luogo della memoria, con elementi che richiamano i cunicoli dove si infilavano i muratori. Da lì si accede alla seconda area, dove si trovano i fabbricati più importanti (laveria, uffici, falegnameria). Nella zona, che ospiterà il museo della miniera, il progetto immagina l'eliminazione delle pendenze e la realizzazione di un sistema di piazze che conducono alla terza area: quella che ospiterà il parco Mediterraneo del '900, oasi della botanica riservata alle essenze tipiche. Dai percorsi individuati all'interno del parco si accede alla quarta area. Al centro c'è il Pozzo Podestà: nella torre circondata da edifici bassi e in condizioni di profondo degrado, il progetto colloca il museo d'arte contemporanea. Il riferimento per gli artisti che popolano la zona cinque, quella che si sviluppa intorno ai pozzi d'estrazione dei minerali. Gli alloggi degli operai, oggi ruderi, possono diventare case-labora-tori, nidi spartani per chiunque voglia cercare l'ispirazione nella tranquillità del villaggio. Il progetto (la spesa ipotizzata è di circa 17 milioni di euro), dal 22 al 25 novembre sarà in vetrina (insieme agli altri 105 che hanno partecipato al concorso di idee) nell'ex Manifattura Tabacchi di Cagliari. All'inizio del 2008, invece, saranno attivati i workshop che metteranno insieme i comuni, i progettisti premiati e gli imprenditori interessati, che la Regione si augura siano numerosi: al di là dell'apporto delle istituzioni, gli investimenti dei privati saranno infatti fondamentali per dare gambe alle idee.
Parchi naturali e laboratori per artisti tra i ruderi della vecchia miniera
A Sassari, un gruppo di lavoratori ha vinto il terzo premio nel concorso "Costeras" per lo sviluppo di otto borgate in Sardegna. Il progetto, guidato da Giacomo Enrico Mentasti e Salvatore Tavera, mira a trasformare l'Argentiera in un'area culturale e artistica. La borgata mineraria sarà divisa in cinque aree, con un parco della miniera, un museo della miniera, un parco Mediterraneo del '900 e case-laboratorio. Il progetto sarà confrontato con i primi due classificati e poi si procederà a un lavoro di sintesi. La Regione e l'amministrazione comunale si uniranno al progetto, insieme a imprenditori interessati a investire.
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