Brera sarà più grande, la linea è scritta. Ma non si allargherà più alla Bovisa, la strada cambia. «Lì ci sono difficoltà non superabili, stiamo cercando un'altra soluzione in tempi rapidi», annuncia il sottosegretario all'Università, Nando Dalla Chiesa. Motivo: il progetto della nuova Accademia in via Durando è «del tutto inverosimile». Costi, spazi, procedure, contratti. Non c'è un solo conto che torni. Così, il governo trova un'alternativa in casa, semplice e immediata: la nuova Accademia potrebbe finire in una caserma in dismissione del Demanio della Difesa. Via Mascheroni (in centro), piazza Firenze (asse di sviluppo) o viale Suzzani (polo Bicocca). Il ministero dell'Università ha già avviato il confronto e «le prime risposte sono positive», assicura Dalla Chiesa. Addio Bovisa. Storia di una querelle. Il fascicolo Grande Brera nasce nel 2004. Firmano gli allora ministri Letizia Moratti e Giuliano Urbani. Il senso: la Pinacoteca soffre la mancanza di spazi e l'Accademia scoppia di studenti, dunque sarà trasferita in via Durando e a Palazzo Citterio. Il progetto: 20mila nuovi metri quadri per la didattica nelle aree ex Ceretti-Tanfani, proprietà Andumor. Costo dell'operazione: 26 milioni di euro e altri due milioni l'anno, da subito, per l'affitto del terreno. Ma per Dalla Chiesa «il prezzo è spropositato».-Altro problema: «Il governo firma per 20mila metri quadri e se ne ritrova 5mila». Pochi, inutili. E poi la proprietà si dice sì disponibile a raddoppiare la superficie, «ma con lo spazio raddoppiano i costi». Infine, non si può fare una gara, dato che è il proprietario dell'area a costruire. Troppo. L'operazione Brera in Bovisa si blocca, «sebbene il polo della creatività rientri proprio nella filosofia del governo». L'Accademia. Un parcheggio interrato da quattrocento posti. Una galleria d'arte, un residence per studenti e il campus del Poli proprio di fronte. Ecco il progetto Brera in via Durando firmato dall'architetto Luigi Chiara: «Se non fosse stato bloccato, l'Accademia avrebbe già inaugurato la sede». Il terreno è invece ancora pieno di sterpaglie. Di fronte alle facoltà resiste lo scheletro d'una residenza per anziani mai finita, «l'ecomostro» odiato dai residenti perché «usato da clandestini e spacciatori». Ma gli spazi perla didattica sarebbero insufficienti, architetto Chiara? «Sono stati definiti dall'Accademia: 6.469 metri quadri in via Brera e 14.485 alla Bovisa. Dunque, siamo oltre i 20mila richiesti». E i costi? «La capitalizzazione dell'investimento è conveniente, supera i 25 milioni di euro». L'assessore comunale allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, ha appena incontrato i dirigenti del ministero. E dice: «Non possiamo permetterci di tenere ancora bloccata quell'area della Bovisa». Per questo, aggiunge, «siamo disponibili a rivedere il progetto». Dalla Chiesa ha giocato d'anticipo. Il contatto con la Difesa risale a due settimane fa. Brera si allarga in caserma.
Grande Brera, il governo boccia il trasloco alla Bovisa
Il governo ha deciso di trasferire l'Accademia universitaria in via Durando, in una caserma del Demanio della Difesa. Il progetto originale, che prevedeva la costruzione di un nuovo campus in via Durando, è stato bloccato a causa di difficoltà tecniche e finanziarie. Il sottosegretario all'Università, Nando Dalla Chiesa, ha annunciato che il governo ha trovato un'altra soluzione, che prevede la costruzione di un nuovo campus in una caserma in dismissione. Il progetto è stato avviato e le prime risposte sono positive. L'Accademia universitaria era stata originariamente prevista per la Bovisa, ma le difficoltà tecniche e finanziarie hanno bloccato il progetto.
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