La ristrutturazione di residenza e scuderie a fini alberghieri permetterà di organizzare cerimonie e convegni di altissimo livello -------------------------------------------------------------------------------- Personaggi come Churchill e Badoglio, durante l'ultima guerra mondiale, hanno soggiornato nella sontuosa Villa Riccardi, conosciuta anche come Toscanelli. Dai fasti dei secoli scorsi il complesso è andato incontro a una lenta e progressiva decadenza, fino a che il patrimonio è stato inglobato in una procedura di fallimento e la tenuta La Cava - 23 poderi tra Pontedera, Ponsacco e Palaia - è stata venduta all'asta per 14 miliardi delle vecchie lire. Era il 1999 l'anno che ha ufficializzato la vendita e al tempo stesso la chiusura della villa, che aveva bisogno di urgenti interventi di manutenzione, soprattutto al tetto. Un anno dopo gli arredi sono andati all'asta. È stata l'ultima volta che la Villa ha aperto al pubblico. Umidità e degrado hanno cominciato lentamente a fare da padroni. Ora dei fasti di un tempo resta solo la ricchezza della storia e l'ambizione di riportare il complesso a nuovo splendore, cambiandone in parte vocazione, adattandolo alle richieste del mercato. Grandi sono i progetti per l'azienda agricola (che ha già recuperato nuova vitalità) e per il patrimonio immobiliare che fa parte della tenuta La Cava, destinata - questa la vocazione anche negli strumenti urbanistici adottati dai Comuni - a diventare un centro turistico e residenziale. Un parco che non ha niente da invidiare a quelli ben più celebri di altre storiche ville della Toscana già aperti al pubblico da molti anni. I numeri di Villa Toscanelli, pochi anni fa acquistata dall'imprenditore Gianni Pesce, sono da capogiro: la tenuta ha un'estensione complessiva di 500 ettari. Per il recupero complessivo del patrimonio immobiliare è stato stimato che saranno necessari circa 120-130 milioni di euro. Se il progetto, così come è stato predisposto, trovasse attuazione è stato calcolato che potrebbe dare lavoro a circa duecento persone. Si tratta di proiezioni nel tempo, come per altre strutture dell'Alta Valdera di cui da anni si pubblicizza un recupero che tarda a concretizzarsi. Recentemente la proprietà ha sottoscritto convenzioni con la Sovrintendenza alle belle arti di Pisa e col Comune di Pontedera per regolare le aperture al pubblico della villa e del parco: resterà aperto per le visite tutte le domeniche da maggio a settembre. A questo punto Gianni Pesce, come ha spiegato, ritiene conclusa la prima fase di recupero della tenuta, dopo un investimento di circa un milione di euro, destinato soprattutto al rifacimento dei tetti della villa e dei casolari della tenuta. L coltivazioni dei terreni, prima in gran parte abbandonati, sono state destinate per circa 350 ettari a grano duro, per 12 ettari a nuovo vigneto Chianti doc e Igt e altri 30 ettari di vigneto sono in via di allestimento. Con la pulizia del Rio Malsalto e del Fosso dell'Uomo Morto, effettuati grazie all'intervento del Consorzio di Bonifica, sono state bonificate le parti dell'azienda soggette ad allagamenti ed è stato garantito il deflusso delle acque provenienti dagli abitati di I Fabbri e Treggiaia. Nelle previsioni c'è anche la costruzione di un magazzino a temperatura controllata per lo stoccaggio del grano prodotto in azienda. Sotto il profilo monumentale e sotto la vigilanza della Sovrintendenza è stato recuperato il fabbricato denominato "Scuderie" che era in parte franato. È stata salvata la villa che stava franando, rifacendo completamente i tetti, le volte e le terrazze. Dopo ricerche storiche che segnalavano la presenza di affreschi in tutte le stanze nobili della villa la proprietà, su indicazione della Sovrintendenza, ha effettuato dei sondaggi per la ricerca di questi affreschi. Ricerca che è stata premiata: sono emersi affreschi anche di rara bellezza, che probabilmente risalgono al 1.700 e che ora devono essere recuperati. La seconda fase, molto impegnativa, «che ci aspetta, prevede: il ripristino delle Cantine e Barricaie storiche, che una volta rimessa in funzione, possono depositare la produzione di circa 60 ettari di vigna; il recupero della chiesa che è in pessime condizioni». Sulla carta sono previsti il recupero alberghiero della villa e delle scuderie, destinandolo a cerimonie, convegni; la creazione di una enoteca nella parte più antica delle cantine dove ci sono attrezzature del 1700; il recupero del parco; il recupero di alcuni fabbricati di scarso valore ambientale; il potenziamento dell'offerta alberghiera con nuovi fabbricati per Beauty Farm, centri medici, con proposte di settimane ad hoc di remise en forme; il recupero ai fini turistici o residenziali di tutti i fabbricati di valore storico esistenti in azienda e situati sia nel comune di Ponsacco che di Pontedera. In attesa di dare il via al progetto la proprietà sta cercando un ulteriore confronto con gli enti locali per avere una visione complessiva degli interventi, per capire con quali modalità e finanziamenti sarà recuperato il parco (servono circa sei milioni di euro) che vanta un percorso di strade che si snoda per 32 chilometri. Sa. Ch.