Per chi arriva dalle autostrade le rotonde di Torino non potrebbero essere un biglietto da visita migliore. Alluscita sud si incontra la rotonda di corso Maroncelli, che ospita una grande scultura di Giò Pomodoro. Allo svincolo dellautostrada di Aosta e di Milano, invece, cè la sfinge che promuove la Fondazione del museo per le antichità egizie. Ma un po in tutta la città le rotonde sono diventate occasione di arredo urbano. Durante le olimpiadi in quella davanti a Porta Susa, ma anche in piazza Rivoli, cerano le statue gigantesche di Neve e Gliz. La rotonda di corso Unione Sovietica con strada del Drosso, è invece costellata di bandierine luminescenti e in quella di piazza Marmolada cè chi vorrebbe erigere un simbolo dellarcheologia industriale, ad esempio una ciminiera della Materferro, che ha lasciato il posto ai nuovi condomini della Spina Centrale. Ma un po in tutte giardinieri e vivaisti si sono sbizzarriti per creare disegni e geometrie floreali, che se non possono essere appieno godute dagli automobilisti, fanno la gioia di chi vi abita attorno. E non mancano le idee per il futuro: opere darte contemporanea sorgeranno anche lungo lasse di corso Francia, in un collegamento ideale e geografico con il castello di Rivoli e anche, quando il passante ferroviario sarà ultimato, allincrocio tra corso Vittorio e corso Inghilterra. (f.cr.)