Il calco in gesso elevato a opera d'arte: Napoli come Mosca e come Parigi apre la sua Gipsoteca, e non è da meno delle grandi capitali europee. Il merito è dell'Accademia delle Belle Arti che ha inaugurato ieri il nuovo museo-laboratorio: settanta opere di eccezionale fattura accolgono il visitatore con uno spettacolare colpo d'occhio che nulla ha da invidiare alle collezioni in marmo delle antichità. La scelta è volutamente tematica e non cronologica: la bellezza muliebre, il pensiero dell'uomo, la raffigurazione dei filosofi, il sacro nell'arte, gli eroi e la guerra, gli dei e i semidei sono le iconografie principali. Così in quattro sale dai nomi evocativi - Galleria delle statue, Sala del sacro, Sala degli eroi, Sala degli dei - troviamo opere di rara bellezza come l'«Ares Ludovisi», calco dell''800 da un originale classico modificato dal Bernini con gusto barocco, pezzi unici (il «Napoleone come Marte Pacificatore», donato all'Accademia per volontà di Antonio Canova), oppure opere rare come l'«Antinoo Mondragone», e poi pietre miliari della storia dell'arte come il «Laocoonte» e molti calchi dalle sculture della collezione Farnese e di quelle del Museo Archeologico di Napoli. Frutto di un lavoro durato due anni, curato dagli allievi dell'Accademia guidati dal professor Augusto Giuffredi, il restauro ha il pregio di essere riuscito a mantenere, su ogni opera, la sua patina originaria, per preservare, con il colore, «anche la storia dell'oggetto, con la volontà di far assomigliare il gesso a un'opera d'arte». E le opere sono state tutte riconosciute di «eccezionale interesse artistico e storico» con il decreto di vincolo della Soprintendenza di Napoli: l'esposizione comprende copie da esemplari medievali, rinascimentali o moderni, e modelli originali di allievi dell'Accademia come un pregevole bassorilievo di Liberti da Thorwaldsen. Scenografico l'allestimento, curato dall'architetto Lucio Turchetta: tutti i pezzi sono disposti lungo le pareti, il centro delle sale è vuoto, e molte sculture sono su basi rotanti e mobili, per consentire ai giovani artisti di posizionarle, studiarle e riprodurle. È a loro, innanzitutto, che è dedicato il museo, per proseguire una tradizione inaugurata dal Vasari con l'Accademia delle Arti del Disegno nel 1563: quella dell'insegnabilità fondata sulla formula «disegno da disegni, disegno da calchi, disegno dal vero». «Per molto tempo i calchi sono stati importanti per la didattica delle arti, e con la diffusione del Neoclassicismo diventano strumenti fondamentali per la formazione dei giovani artisti», spiega Giovanna Cassese, nuovo direttore dell'Accademia, storica dell'arte e curatrice della mostra. Banditi poi dalla didattica, considerati desueti nella seconda metà del '900, oggi i gessi tornano ad essere considerati alla stregua di opere d'arte. «Con la caduta dell'ideologia del moderno e della contrapposizione avanguardiaaccademia, e con il rinnovato interesse per il disegno è iniziata in Europa e in America una rivalutazione dei gessi non solo come materiale didattico ma come bene in quanto tale, con una sua valenza estetica». L'inaugurazione della Gipsoteca fa parte di un progetto più ampio dell'Accademia napoletana, fortemente voluto anche dal direttore uscente Alfredo Scotti (appassionato di gessi: è sua la copia in resina dell'«Ettore» nella nuova metropolitana di Napoli) che, dopo la riapertura della pinacoteca nel 2005, punta alla valorizzazione di tutti i beni storico-artistici dell'Accademia, come l'archivio storico e il teatro, dove una volta finito il restauro saranno esposti ventitré calchi del Partenone, i più antichi in Italia, tra i quali un raro fregio del Tempio di Atena. «È importante che le accademie abbiano il loro patrimonio culturale - conclude Giovanna Cassese - non solo in quanto musei mai in quanto laboratori didattici: per noi anche la Gipsoteca rappresenta un bagaglio di base per la formazione di nuove generazioni di artisti, al passo con gli standard europei internazionali. Una buona didattica è essenziale per influire sulle tendenze artistiche future e l'Accademia deve essere un centro di ricerca inserito nel panorama contemporaneo delle arti».
CAMPANIA - Accademia, il gesso come opera d'arte
L'Accademia delle Belle Arti di Napoli ha inaugurato la sua nuova Gipsoteca, un museo-laboratorio che ospita opere d'arte in gesso di eccezionale fattura. La mostra è stata curata dagli allievi dell'Accademia guidati dal professor Augusto Giuffredi e include opere di rara bellezza, come l'Ares Ludovisi e l'Antinoo Mondragone. Il restauro è stato curato con la volontà di mantenere la patina originaria dei gessi, per preservare la storia dell'oggetto. L'esposizione comprende opere da esemplari medievali, rinascimentali o moderni, e modelli originali di allievi dell'Accademia.
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