PER NUOVE RISORSE E COMPETENZE LEGISLATIVE E AMMINISTRATIVE La commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale del Veneto, presieduta da Remo Sernagiotto (Forza Italia), ha approvato con i voti della maggioranza (astenuto il centrosinistra, contraria Rifondazione comunista) la proposta di delibera amministrativa per il riconoscimento al Veneto di una autonomia differenziata, in attuazione del terzo comma dell'articolo 116 della Costituzione. La delibera approvata fa sintesi del documento presentato la settimana scorsa al Consiglio dal presidente della Giunta Galan (accompagnato da un corposo approfondimento di 230 pagine che analizza materia per materia le competenze che il Veneto chiede di negoziare con Roma) e del progetto di legge statale numero 8 presentato dal centrosinistra (primo firmatario il capogruppo del Partito democratico, Achille Variati), sempre in materia di rivendicazione di un federalismo "a geometria variabile". Il documento approvato ieri dalla prima commissione di Palazzo Ferro-Fini dà mandato al presidente della Giunta ad aprire la trattativa con lo Stato per negoziare nuove competenze legislative e amministrative e ulteriori risorse su un pacchetto complessivo di 13 materie, 12 indicate dalla Giunta (istruzione, sanità, beni culturali, ricerca scientifica e tecnologica, potere estero delle Regione, giudici di pace, tutela dell'ambiente, ordinamento della comunicazione, previdenza complementare e integrativa, protezione civile, infrastrutture, casse di risparmio e aziende di credito a livello regionale) e una, il governo del territorio, proposta dal centrosinistra con l'iniziativa di legge statale (per molti versi analoga alla proposta elaborata dalla Giunta), depositata nel marzo 2006. Per dare un mandato pieno e autorevole al presidente della Giunta nell'aprire la trattativa con Roma sul riconoscimento di maggiore autonomia al Veneto, la commissione ha inoltre deciso di sottoporre il documento approvato anche al parere delle autonomie locali e delle parti sociali. A metà novembre si svolgeranno quindi in Consiglio regionale le consultazioni per raccogliere contributi, osservazioni e integrazioni al documento in tempo utile perché siano oggetto di esame da parte dell'aula consiliare.