I ministri danno l'ok alle trattative con il Pirellone su dodici punti: priorità ad ambiente, giudici di pace e beni culturali Formigoni: «Inizia una nuova fase di negoziazione» Il centrosinistra: «Questo è il primo gol del Partito Democratico» ROMA È stata firmata ieri a Palazzo Chigi un'intesa tra governo e Regione Lombardia con la quale si avvia il negoziato per verificare «le condizioni di trasferibilità di dodici competenze dallo Stato nazionale al governo regionale». Il tutto in base all'articolo 116 della Costituzione che parla di federalismo differenziato. La trattativa - Alla riunione erano presenti il presidente del Consiglio Romano Prodi, il ministro per gli Affari Regionali Linda Lanzillotta, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti e il sottosegretario alla presidenza del consiglio, d Enrico Letta; per la Regione erano presenti il governatore Roberto Formigoni, la vice presidente Viviana Beccalossi (An), Davide Boni della Lega, assessore all'urbanistica e Romano Colozzi assessore al bilancio. Le parti si incontreranno ancora - la prossima riunione è prevista per il 20 novembre - per tavoli tecnici organizzativi sulle 12 materie. Al termine di questo percorso il pacchetto andrà nuovamente in Parlamento che dovrà approvarlo a maggioranza assoluta. I contenuti - Tra le 12 materie tre, per la Lombardia sono prioritarie: la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, l'organizzazione della giustizia di pace e la tutela dei beni culturali. Gli altri nove temi riguardano: l'organizzazione sanitaria, l'ordinamento della comunicazione, la protezione civile, la previdenza complementare integrativa, le infrastrutture, la ricerca e l'innovazione, l'università e la programmazione formativa, la cooperazione transfrontaliera e infine le casse di risparmio e rurali regionali. Formigoni soddisfatto - «Con l'intesa - ha detto Formigoni - comincia una fase nuova di negoziazione con il governo nazionale; la Lombardia è la prima regione ma altre seguiranno - mi risulta l'Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto - lo scopo è quello di rendere le forme di governo più adeguate alle esigenze dei territori. Non è un fenomeno di disarticolazione ma di diversa articolazione dei livelli istituzionali scegliendo una più adeguata distribuzione delle competenze». «Confidiamo di avere qualche potere in più. È un'esigenza molto sentita qui da noi» ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia Giulio Boscagli. «La cosa più importante - ha aggiunto - è che sia stato fissato un calendario, pur di massima. È servita la pressione fatta da Formigoni in questi mesi». «Tutto si tiene - ha detto dal canto suo il ministro Lanzillotta - perché abbiamo avviato questo nuovo percorso che si inserisce in quello già avviato sul federalismo fiscale. Tutti i provvedimenti che stiamo mettendo a punto servono a creare un sistema istituzionale più efficiente». Il centrosinistra - L'accordo è «un grande successo del Partito Democratico lombardo» ha detto il capogruppo della Margherita in consiglio Regionale Guido Galperti che ha scritto un comunicato con il collega dei Ds Giuseppe Benigni. «Abbiamo sollecitato Formigoni e la sua giunta a chiedere al governo il trasferimento di più competenze quando a Roma c'erano Berlusconi e la moda della Devolution - ha ricordato il capogruppo dei Ds Benigni -. Ora, dopo la sconfitta di quel progetto contraddittorio al referendum, possiamo credere che lo Stato potrà essere riformato nel senso di un federalismo non ideologico, ma concreto e responsabile