I dirigenti regionali insorgono "Non accettiamo tagli agli uffici" I burocrati pubblici "Non ci declassate" -------------------------------------------------------------------------------- Clima teso alla riunione del Codipa, lorganismo che raggruppa gli alti dirigenti della Regione. Al centro dellincontro di ieri il piano di riordino della burocrazia regionale, che prevede il taglio di circa 150 uffici, attraverso il ridimensionamento e laccorpamento di alcune strutture intermedie, come le aree e i servizi. Sul piede di guerra cè già lassessorato ai Beni culturali: «Da noi niente tagli, non abbiamo questesigenza», è lo stop che arriva dallassessore Lino Leanza, vicepresidente della Regione, ritrovatosi a domare la rivolta dei direttori delle Soprintendenze siciliane. Figure burocratiche di punta che rischiano di avere il ruolo dimezzato, per la trasformazione delle varie sezioni in semplici unità operative. Pronti a dire no al «declassamento» e a presentare una controproposta, con tutti i rilievi e le osservazioni del caso, i dirigenti dellamministrazione regionale sono in grande fermento. Si aspettavano, ieri mattina, di entrare in possesso di una copia del piano di riordino, per rendersi conto della stretta complessiva che li aspetta. Ma il pool che sta redigendo la riforma, formato dal segretario generale della presidenza della Regione Salvatore Taormina, dal capo del dipartimento Personale Alfredo Liotta e dal ragioniere generale Enzo Emanuele, ha scelto la linea della cautela. La riforma, che dovrà far risparmiare circa due milioni di euro, è stata solo illustrata per grandi linee. «Abbiamo distribuito a ognuno la parte di competenza. Entro venerdì della prossima settimana attendiamo le proposte di modifica e poi le trasmetteremo agli assessori - spiega Alfredo Liotta - Certo, sono state espresse dai dirigenti riserve e perplessità. Ma la riorganizzazione degli uffici è legata al patto di stabilità, il riassetto è necessario per non sforare e si dovrà fare. La riunione si è svolta comunque in un clima di responsabilità. Adesso aspettiamo la risposta degli assessorati». Le prime reazioni negative sono già arrivate dal comparto dei Beni culturali. Ma anche da altri dipartimenti, come il Turismo o i Trasporti, il piano non ha ricevuto un alto gradimento. «Non accetteremo tagli. Le nostre strutture sono già sottodimensionate. Ho la sensazione che non si tratti di risparmiare, che non hanno le idee chiare e la montagna partorirà un topolino - sinfuria Leanza - I nostri 5 mila dipendenti lavorano in un settore che offre un servizio eccellente, riconosciuto a livello nazionale, con personale altamente specializzato. Solo i mille dipendenti delle Soprintendenze valgono quanto quelli di sei assessorati. Non ci faremo toccare. Consentiremo qualche piccolo accorgimento per rendere più confortevoli le strutture». Il nuovo modello di riforma degli uffici della Regione spiegato al Codipa ha suscitato di certo più dubbi che consensi. «Non ci hanno presentato ancora il documento che attendevamo. Ma credo si sia ben compreso che cè necessità di limare il piano - afferma il direttore del dipartimento Beni culturali, Romeo Palma - Un ridimensionamento ci ferirebbe in maniera pesante: la mia struttura sta chiudendo il Por 2000-2006 e con grande impegno stiamo programmando il nuovo. Ho detto ai soprintendenti che li convocherò, per decidere insieme a loro». «Da noi - aggiunge Palma - esiste un serio problema di competenze, di territori, di peculiarità dei ruoli, di professionalità. E di crescita in corso. A Siracusa la Soprintendenza ha 24 siti ed è pronta ad aprirne altrettanti. Stessa cosa a Palermo, dove si potrebbero aprire altri settanta siti. È una scelta politica: si deve investire in cultura in Sicilia oppure no? Questestate, con i musei aperti fino alle 23, in collaborazione con università e conservatori, abbiamo dato unaltra immagine».