La gente punta a salvare la Porta pisana e il suo orologio Su Internet l'inventario delle cose da fare in mancanza di interventi da parte degli enti pubblici. Sos alla Protezione civile -------------------------------------------------------------------------------- PORTO ERCOLE. Hanno deciso di rimboccarsi le maniche, i cittadini di Porto Ercole. E, in assenza dei consueti punti di riferimento, dato che con il commissariamento del Comune tutti gli amministratori sono decaduti, si sono dati appuntamento sul forum del sito www.portoercole.org per individuare le priorità e stabilire le strade da percorrere per colmare le lacune del paese. La prima parte non è stata difficile: tra i monumenti e gli edifici in stato di abbandono sono venuti fuori due orologi rotti da decenni. Si tratta di quello della torre che sormonta la Porta Pisana del 500, unico accesso alla parte più antica del paese e di quello elettronico della postaa, fermo nientemeno che all'11 maggio del 1965. Due interventi da fare al più presto, sia pure per ragioni diverse. Alla pubblica utilità ed all'immagine di degrado che offre l'orologio della posta, si affianca il valore artistico della struttura sulla Porta Pisana. Motivi entrambi validissimi per correre in fretta ai ripari. Già, ma come? Si fa presto a dire: «diamoci da fare, facciamo ripartire quelle lancette arrugginite». In realtà dietro ogni intervento, soprattutto per quello che investe un bene storico, c'è un iter da seguire ed i pur volenterosi cittadini hanno capito che non basta affidarsi alla consulenza del più noto orologiaio di Porto Ercole. Così dal forum parte la richiesta: chi se ne deve occupare? Chi deve tirar fuori i soldi? Ed il timore è che la competenza sia dei beni culturali e che si vada a finire come nel caso dell'anfora rotta i cui cocci giaccono semi incustoditi da quasi sei anni. In realtà l'iter per l'orologio all'ingresso del paese vecchio sembra ancora più tortuoso perchè di mezzo ci sarebbero problemi con il proprietario di una casa adiacente. E pure i soldi necessari (si parla di 200-300 mila euro) non sarebbero pochi. Una buona pista da seguire potrebbe essere il coinvolgimento della Protezione Civile. La Porta rischia di crollare con tutti i pericoli per la pubblica incolumità. Sulla base di rischi concreti, l'ente statale si adopera subito, impiegando i fondi che ha a disposizione proprio per emergenze di questo tipo. Lo si è visto con il restauro del Duomo di Orbetello: in pochi mesi sono arrivati i soldi e nel giro di due anni l'edificio è stato riaperto al culto. Per l'orologio sulla Porta principale della frazione dell'Argentario dovrebbe accadere la stessa cosa. Paola Tana