PADOVA Interesse e un dibattito che sta nascendo. La proposta lanciata domenica scorsa dall'assessore Ivo Rossi, per discutere sulla sostituzione delle statue dell'Isola Memmnia con delle copie, ha già iniziato a fare discutere. «Purtroppo dobbiamo constatare che probabilmente nemmeno i restauri più accurati saranno in grado di salvare le sculture di Prato della Valle -aveva spiegato l'assessore alla Mobilità Rossi -, confrontarsi sul tema della loro sostituibilità non deve più essere un tabù. Apriamo una discussione, come sta avvenendo a Firenze per il «Ratto delle Sabine» del Giambologna». IL DIBATTITO Una proposta che, come era prevedibile, suscita pareri contrastanti, ma che solleva un problema cruciale: come tutelare il patrimonio artistico cittadino esposto alle intemperie e all'inquinamento? «Aprire un dibattito sulla salvaguardia di questo patrimonio artistico cittadino non è solo utile, ma anche doveroso- dice il consigliere del Partito Democratico ed ex assessore alla Cultura Giuliano Pisani-. Bene ha fatto Ivo Rossi a riportare l'attenzione su una questione cruciale che riguarda il nostro patrimonio artistico. La questione va affrontata in tutti i suoi aspetti. Se si dovesse optare per la sostituzione, troverei corretto rimuovere tutte e 78 le statue. Poi bisognerà capire dove troveranno posto gli originali. Dettagli tecnici a parte, la questione va affrontata in tempi brevi e una volta per tutte coinvolgendo tutti i soggetti interessati, come per esempio la Soprintendenza». LA SOVRINTENDENZA E proprio la direttrice della soprintendenza per il patrimonio storico artistico del Veneto Anna-maria Spiazzi accoglie con interesse la proposta di Rossi: «L'argomento però è assai interessante e con il passare degli anni si proporrà sempre con maggiore urgenza. La salvaguardia della statuaria che si trovano all'aria aperta è un tema che non riguarda solo Padova, ma un po' tutto il Veneto e l'Italia. Sull'argomento sarebbe interessante organizzare un convegno per capire come agire». Scettica sulla prospettiva di traslocare le 78 statue dall'Isola Mummia è invece l'assessore all'Edilizia monumentale Luisa Boldrin: «Sinceramente non trovo così drammatica la situazione in Prato della Valle, come del resto un po' in tutta la città. Le statue ricevono regolare manutenzione e questo ci permette di preservare il nostro patrimonio lapideo e mantenere anche negli spazi aperti gli originali». GLI AMBIENTALISTI A denunciare il progressivo degrado delle sculture in Prato della - Valle non è solo l'assessore Rossi, ci sono anche Legam-biente e gli Amissi del Piove-. go, che hanno lanciato il loro grido d'allarme già dalla scorsa estate. «Mi sento di rassicurare tut-. ti conclude la Boldrin-. Il nostro settore lavora a stretto contatto con il Cnr e in commercio ci sono prodotti che ga-rantiscono la conservazione anche delle pietre più friabili come quella di Vicenza. In tutti i casi bisognerebbe fare un distinguo tra sculture che sono opere d'arte patrimonio dell'umanità come nel caso di Firenze e le statue di pregevole fattura con un alto valore storico- simbolico e urbanistico, come quelle dell'Isola Memmia».