Unaltra grande incompiuta: contenzioso sullappalto, ostruzionismo dei politici e lombra dei clan Un quartiere sventrato da un tunnel, ma il Comune non incassa 34 miliardi di lire Il commissario straordinario scrive a Regione e Provincia per denunciare lo stop -------------------------------------------------------------------------------- DAL NOSTRO INVIATO AFRAGOLA - È il treno della modernità. Doveva avvicinare lItalia allEuropa. Da Roma ogni giorno corre verso Napoli a trecento orari, ma fino ad un certo punto. Rallenta allimprovviso, a Gricignano, provincia di Caserta. Si ferma dinanzi ad un paradosso. Non trova la sua stazione. Ad Afragola non cè. Non cè mai stata, doveva essere costruita entro il 2008. Si ricordano solo tre cerimonie per lannuncio. I vagoni rallentano, infilano i binari della vecchia linea, dopo venti minuti a Napoli Centrale la corsa è finita. Il sogno anche? È scoppiato un nuovo caso Tav. La società che deve costruire la stazione si è bloccata: chiede più soldi e verifiche su progetto e terreno dei suoli. Lamministratore delegato Andrea Salemme, ex direttore generale, quindi uno che sa tutto sul Treno alta velocità, dopo quattro ore ammette attraverso lufficio stampa delle Ferrovie: «Una società vinse lappalto. Se ritiene di eseguirlo ai costi previsti dal bando e accettando il progetto, può proseguire. Altrimenti si passa alla seconda». Un ultimatum alla Saicam srl che ha piantato lultimo ostacolo sulla più tormentata tratta del Treno alta velocità. Filerà anche a trecento allora, ma il treno accumula altro ritardo sul vecchio traguardo: toccare 61 comuni per 204,6 chilometri in meno di unora. Ora ne copre solo 186, manca lultima parte: Afragola-Napoli. Ma soprattutto manca la "stazione di porta", lo snodo più importante del Sud. Una diramazione per Salerno, Calabria, Sicilia e laltra per la Puglia, secondo il corridoio virtuale numero 8 che dal centro Europa punta sulla Grecia. Ma è solo la prima grana. E si tende a coprirla. Una lettera riservata è stata venerdì scorso spedita allassessore regionale Ennio Cascetta e al presidente della Provincia da Alfonso Noce, prefetto, commissario straordinario del Comune di Afragola, sciolto per camorra e in attesa delle elezioni di maggio 2008. Il ritardo era stato finora spiegato, in via ufficiosa e fantasiosa, con scoperte archeologiche. La Sovrintendenza invece da tempo ha raccolto, esaminato e accantonato i reperti. Via libera al supertreno, quindi. Nelle riserve di Saicam cè un disguido di fondo. La società si è aggiudicata lappalto con un forte ribasso: da 70 a 59 milioni per costruire la stazione di Afragola. Il progetto è di Zaha Hadid, nata a Bagdad 57 anni fa, studio a Londra, descritta come «una delle più originali esponenti del decostruttivismo in architettura». La Saicam può farcela con 59 milioni? Contesta anche il progetto e discute sul suolo. Questi contenziosi in passato sono stati spesso evitati: chi otteneva lappalto a prezzi stracci, li rianimava presentando riserve puntualmente accolte. Ora no. Di velocissimo la Tav ha mostrato anche laumento dei costi: da una previsione del 1991 per un controvalore in euro di 1.994 milioni per la Roma-Napoli (costo al km 9,77 milioni) è passata a 6.235 secondo le cifre del settimanale "Lespresso", 4 aprile. Dei prezzi gonfiati si è intuito qualcosa attraverso una inedita indagine della Procura di Napoli, quando Paolo Mancuso era capo della Dda su incarico di Agostino Cordova. Un sedicente ingegner Varricchio, di professione colonnello dei Ros, incontrò il boss Zagaria oggi superlatitante per farsi consegnare lelenco delle aziende collegate al clan dei casalesi e trattare la sovrattassa per la camorra. La Tav dalla Finanziaria non ottiene fondi euforizzanti, e i dirigenti mettono alle corde Saicam. Se accetta bene, altrimenti largo alla seconda del bando di gara. Mica facile. «Ci sono forze oscure che non vogliono», ammiccano negli ambienti politici di centrosinistra, ma senza esporsi. Ad Afragola cera un altro prefetto, lex vicecapo della polizia Piccolella. È stato trasferito ad un altro Comune sciolto per camorra, Casoria, che pure rientra nella galassia del clan Moccia, egemone in una vastissima area, la stessa che ospita tutti i grandi centri commerciali. Il dirigente del commissariato di Afragola, Maurizio Casamassima, non ha mai smesso di indagare sui rapporti tra il clan e i megastore. Per molti titolari delle imprese è scattata linterdittiva antimafia. Nella sola zona di Afragola, sono aperti Ikea (30 mila metri quadri), Leroy Merlin (15 mila) Ipercoop (45 mila), Mandi (30 mila) del presidente del Palermo Zamparini che si affidò alla società "Negri" per costruire un moderno centro e non ebbe alcun disturbo, Unieuro con quattro edifici. Sono tanti per un Comune di 27 km quadrati, per il 95 per cento urbanizzato. La stazione di Afragola deve essere costruita nella zona di San Marco, un quartiere di 15 mila abitanti. Ma dove, si sa? Vi sono buoni motivi per nascondere il sito, gli stessi che spingono il vicequestore Maurizio Casamassima a scoprirlo. La polizia segue le trattative con i proprietari terrieri, alcuni sarebbero stati già avvicinati con modi spicci. «Questa terra la vendi a noi». Dalla scelta dipende il successivo valore. Quello dei suoli più vicini andrà alle stelle. È la rendita agraria. Va governata, secondo alcuni funzionari del Comune e il prefetto Noce, per evitare sperequazioni. Per evitare che i forti mettano le mani sui terreni dei deboli e realizzino affari colossali fu sancito il Patto dei Cinque Comuni. Con Afragola, anche Acerra, Caivano, Casalnuovo, Casoria. Ecco: costituire una Stu (Società di trasformazione urbana) per gestire le aree, dopo aver fissato un prezzo unico per gli espropri. Gli ultimi hanno lasciato qualche traccia polemica tra gli insoddisfatti, come sempre accade: se nè occupata la società Pratec, legata a Luigi Bassolino, ex candidato sindaco e cugino del presidente della Regione. Nel 1999 il piano fu accolto dal ministero dellAmbiente che pose un limite: mitigare limpatto ecologico. Lo affidò alla Regione, che a sua vola delegò la Provincia. Lha redatto («con molto scrupolo» dicono ad Afragola) lurbanista Paride Caputi, ex assessore ai Cimiteri di Napoli, ma è rimasto negli uffici di piazza Matteotti. Dopo Piccolella, anche laltro commissario straordinario Noce adotta il Patto Cinque Comuni. Lo trova equo. Ma i politici di Afragola aspettano il nuovo sindaco e magari il ritorno del centrodestra a Palazzo Chigi per annullarlo. La Stu prevede «opere di iniziativa pubblica». Le società della grande distribuzione hanno altri interessi. Iniziative private, chiaro. Ad Afragola cè chi li interpreta. La politica del rinvio mette daccordo tutti. Niente è cambiato dopo la costruzione del tunnel Santa Chiara, «una cicatrice nel quartiere», è lo slogan che gira. La galleria cè, è stato quindi realizzato un "accordo procedimentale" sottoscritto fra Tav e Comune. Risale al 1999. La Tav si impegnava a versare 34 miliardi di lire «per opere compensative al quartiere San Marco». Erano indicate tre scuole oltre ad un centro sociale. Il Comune accettava la galleria, in cambio. Ma quei 34 miliardi di lire non sono stati ancora pagati da Tav, perché il Comune non ha redatto i "progetti esecutivi". Ha subìto pressioni e proposte, una ressa che in parte ha contribuito allo scioglimento. Sono stati assunti quattro tecnici a contratto per consegnarli entro maggio 2008. Quando Afragola avrà un nuovo sindaco. E forse laccordo per dare finalmente una stazione al treno da 300 orari.