I resti di una abitazione e dell'annesso frantoio sono venuti alla luce nel corso dei primi scavi efettuati nell'ambito delle indagini archeologiche sul Borgo medievale di Soverato. Il progetto è stato finanziato dall'assessorato alla Cultura della Regione e promosso dal Comune di Soverato e dalla Sovrintendenza archeologica calabrese. I primi risultati delle indagini sono stati presentati martedì 30 ottobre, alla presenza di Roberto Spadea della Sovrintendenza archeologica della Calabria, dal direttore dei lavori, Raffaele Tropea, dall'archeologa Chiara Raimondo e da Roberta Baldassarre della Cooperativa Ares di Ravenna, la società che ha curato i lavori sotto la direzione scientifica della Soprintendenza archeologica della Calabria. La prima fase dei lavori ha interessato la sistemazione dell'accesso al sito mediante la pulitura dell'area dalla folta vegetazione, la realizzazione di una scalinata. Nell'abitazione e nel frantoio venuti alla luce sono stati trovati numerosi reperti, oggetti di uso quotidiano e vasellame da cucina, oltre ad una piccola e rara moneta di particolare interesse, che potrebbe retrodatare di alcuni secoli la frequentazione di questa area. È stata individuata, inoltre, una piccola cella anacoretica al cui interno sono state rinvenute alcuni epigrafi in greco. La società Ares e il Comune di Soverato saranno presenti a Postum, alla imminente Borsa Archeologica per esibire i lavori del Borgo soveratese.
CALABRIA - Scavi archeologici a Soverato: riaffiora una casa
I resti di un'abitazione e di un frantoio sono stati scoperti durante gli scavi archeologici nel Borgo medievale di Soverato. Il progetto è stato finanziato dalla Regione e promosso dal Comune e dalla Sovrintendenza archeologica calabrese. I primi risultati sono stati presentati il 30 ottobre. La prima fase dei lavori ha interessato la sistemazione dell'accesso al sito e la pulizia dell'area. Sono stati trovati reperti, oggetti di uso quotidiano, vasellame e una piccola moneta di particolare interesse. È stata individuata anche una cella anacoretica con epigrafi in greco. La società Ares e il Comune di Soverato presenteranno i lavori al prossimo Borsa Archeologica.
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