Il museo inoltre acquisirà dalla Soprintendenza i reperti delletà del Ferro affiorati negli ultimi scavi Il 13 dicembre si inaugura la nuova sezione preistorica del Civico Archeologico -------------------------------------------------------------------------------- Dallex Manifattura Tabacchi provengono le ambre scolpite e lavorate in figure di animali, amuleti da portare al collo. Da via Belle Arti due bracciali in oro e una fibula, anchessa in oro. Da piazza Azzarita, dove oggi sorge il palazzetto dello sport, un vaso etrusco, aryballos, modellato sulla forma corinzia. In via Belle Arti, nello spiazzo prospiciente Palazzo Bentivoglio, gli scavi hanno portato alla luce una necropoli, circa 150 tombe, della fase «orientalizzante», risalente al VII secolo avanti Cristo: arredi di legno, come tavoli o sedie, molto simili a quelli emersi a Verucchio. E lo scheletro di un cavallo, del quale il Museo Civico Archeologico ha pagato la realizzazione del calco. Lanimale è reclinato, e allaltezza del collo è affiorata la punta di una lancia. Il cavallo fu seppellito assieme al suo padrone, come parte del corredo di una deposizione principesca, forse vittima di un rituale. Lo scheletro verrà esposto al Museo Archeologico il 13 dicembre prossimo, nelloccasione dellinaugurazione della nuova sezione preistorica del Civico. Ed è in questo modo che si saldano assieme i due maggiori progetti del Museo, anche nel 2006 il più frequentato di Bologna, con la cifra record di oltre 140mila persone (grazie alla mostra di Annibale Carracci, che da sola ha raccolto 73mila presenze) e che lhanno tenuto impegnato e lo impegneranno negli anni a venire. Il primo riguarda proprio il nuovo volto della sezione preistorica, dai tempi più antichi alletà del Bronzo, la porta dingresso al museo e alla storia di Bologna: dal 13 dicembre la sala conterrà la doppia fila di vetrine con i reperti ordinati secondo una nuova lettura, a centro la ricostruzione grafica in grandi disegni in bianco e nero di Riccardo Merlo della vita quotidiana a Bologna e nei suoi immediati dintorni nella foto grande un disegno di Merlo che evoca un funerale villanoviano), nuovi percorsi didattici e un piccolo anfiteatro per le proiezioni. Il secondo progetto consiste invece nellacquisizione, in deposito, da parte del museo dei reperti scavati e conservati dalla Soprintendenza Archeologica diretta da Luigi Malnati negli ultimi quarantanni. «Si tratta di ritrovamenti di grande qualità - spiega Cristiana Morigi Govi (nella foto piccola), tornata a tempo pieno a dirigere il Museo Archeologico, dopo il periodo trascorso alla direzione del Settore Cultura di Palazzo dAccursio - che testimoniano il passaggio tra la prima e la seconda fase delletà del Ferro, ossia dalla cultura Villanoviana alla cultura Felsinea». È nella seconda età del Ferro, dal VII secolo, che Bologna si trasforma e diviene un centro urbano organizzato, chiamato Felsina. La mappa dei ritrovamenti ne descrive il disegno urbanistico. E documenta che «Bologna preromana fu il più grosso centro delletà del ferro in Italia». Tuttavia, commenta Cristiana Govi, «è un periodo poco conosciuto. E del resto, concluse le campagne tardo ottocentesche e del primo Novecento, a chi sarebbe venuto in mente di scavare in pieno centro storico?». Fossimo capaci di guardare sotto i nostri piedi, nei percorsi quotidiani da casa al lavoro, dal parcheggio dellauto a scuola, o durante lo shopping, scorgeremmo una Bologna faccia di bronzo e di ferro che si specchia nella nostra. Nel corso degli ultimi decenni, quellaltra faccia ha man mano acquisito contorni più certi. Sono stati i cantieri civili - per parcheggi sotterranei, come in piazza Azzarita e in piazza VIII Agosto, o per ledificazione di nuovi edifici, come in via Belle Arti - ad aver restituito vasi, pettini di avorio, ambre, monili, arredi di legno, fibbie, utensili. «Non verranno esposti integralmente - continua Cristiana Govi: il museo manterrà la sua scansione, ma certi snodi, topografici o cronologici, verranno descritti da materiale rinnovato: in altre parole, toglieremo parte dei reperti provenienti dagli scavi precedenti e aggiungeremo i nuovi ritrovamenti. Prima dellallestimento definitivo metteremo tutto in mostra: ma occorrerà aspettare linizio del 2009, perché tutto va studiato e interpretato».
BOLOGNA - Museo civico: così cambia la storia più antica
Il Museo Civico Archeologico di Bologna ha inaugurato una nuova sezione preistorica il 13 dicembre. La sezione è stata creata grazie all'acquisizione di reperti del Ferro affiorati dagli scavi della Soprintendenza Archeologica. I reperti includono ambre scolpite, bracciali in oro, fibule e un vaso etrusco. La sezione preistorica copre il periodo dal VII secolo a.C. al Bronzo. Il museo ha anche acquisito il scheletro di un cavallo, del quale è stata realizzata una copia, che sarà esposta al museo il 13 dicembre. Il cavallo fu seppellito assieme al suo padrone, forse vittima di un rituale.
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