L'architetto Grifoni favorevole al recupero per La Salute e Leopoldine: «Attenzione all'antico ma senza musealizzare» -------------------------------------------------------------------------------- Prescrizioni, ma non impositive a Fuksas. Il placet pubblico al master plan del grande architetto è arrivato durante l'ultimo degli incontri al Caffè delle Terme. Protagonista la soprintendente ai beni architettonici, Paola Grifoni. Che dice: «Non possiamo mettere sotto vetro e impedire lo sviluppo della città. In altre parole: massima attenzione all'antico, ma senza voler musealizzare tutto». L'architetto Grifoni ha dapprima fatto un excursus storico sulla città, per poi entrare nello specifico. Ha avuto parole critiche per Excelsior («Le aggiunte del '900 hanno evidenziato un netto contrasto con le preesistenze storiche nelle forme e nei materiali»), per la chiesa di S. Maria Assunta («Il rifacimento ne ha compromesso l'integrità architettonica irreparabilmente, creando un elemento di rottura in un contesto organico») e soprattutto per l'area attorno alla stazione («Arrivando dall'autostrada si nota un certo equilibrio sulla sinistra, ma un totale disastro sulla destra». Si salvano invece la sala Portoghesi («Gli alberi in lamellare e il vetro policromo ben si legano al gusto eclettico della struttura») e, musica per le orecchie del cda delle Terme, il master plan di Fuksas. «Il progetto Fuksas - spiega Grifoni - è entrato in rapporto con il costruito cittadino. Il percorso delle acque rappresenta un trait d'union tra gli edifici storicizzati, pur se reinterpretati nelle loro funzioni. Alla Salute, per esempio, c'è un approccio contemporaneo che ben si sovrappone all'antico attraverso i percorsi d'acqua». Via libera anche per le Leopoldine. «Si tratta di una felice intuizione - dice il soprintendente - dove l'acqua esce dal cratere e si espande nella corte entrando a far parte dell'architettura. Per questo non abbiamo mai detto di no a Fuksas: non mi sento una conservatrice e sono aperta allo sviluppo di arte, cultura, architettura e urbanistica, purché sia compiuto tenendo conto dell'antico. Spesso i grandi architetti cercano di lasciare un loro segno tangibile, ma questo per noi deve sempre essere supportato dall'esistente: non si inserire un progetto in un qualsiasi contesto. Con Fuksas è bastato segnalare una maggiore attenzione per guidarlo verso il miglior risultato». E sui fondi con cui realizzare il piano industriale il presidente delle Terme, Giulio Baldi, si è detto «certo di avviare la prima fase di interventi (Leopoldine, restauro a Tettuccio e Regina, parco termale e completamento Redi) e tranquillo di ottenere il via libera dai soci per il completamento».