Ma quale irreversibilità. Nel mare magno di sindaci che issano attorno al naso l'espressione più sconsolata possibile per dire che il Prg non l'hanno approvato loro ma i loro predecessori e che, ahinoi, non c'è nulla da fare, spunta Antonio Spallino, avvocato e a sua volta sindaco di Como dal 1970 al 1985. Tirata d'orecchie generale: «Perché - dice - non se ne può più dei commenti di amministratori che si lamentano dei piani regolatori in vigore. I piani si possono, si devono cambiare, basta volerlo. E mi piace in questo senso ricordare come il Comune di Como, nel 1970, avesse ereditato un Prg con previsioni di insediamento per un milione e 28mila abitanti. Inevitabilmente, due anni più tardi, fu adottata una variante che ne ridusse il numero a 128mila». Non solo: sulle amministrazioni locali della Provincia di Como incombe la legge con cui, due anni fa, la Regione Lombardia imponeva a tutti la stesura dei cosiddetti Pgt - i Piani di governo del territorio - con l'obbligo, successivo, di trasmetterli in Amministrazione provinciale, ente al quale sarebbe poi spettata la compilazione del Piano di coordinamento. Ora: l'avvocato Spallino ricorda come la stessa legge dettasse un tempo massimo di quattro anni e come, essendone trascorsi più di due, a Villa Saporiti ne siano stati recapitati giusto un paio, come avevano a suo tempo già segnalato gli stessi dirigenti dell'Ente dalle colonne di questo giornale. «Basta scuse», chiosa l'ex sindaco di Como, «gli amministratori dimostrino piuttosto di avere carisma e il coraggio delle proprie azioni». La realtà è che, in molti casi, i piani regolatori - o Pgt, come saranno chiamati d'ora innanzi - rispondono a volontà politiche precise. Nel caso di Como, l'approvazione di quello attualmente in vigore (luglio 2001) rispondeva alla volontà di rilanciare l'edilizia, in un periodo di crisi economica diffusa. Il risultato è però sotto gli occhi di tutti. Dalle pendici di Brunate fino a Sagnino o Ponte Chiasso, passando per il centro città, le nuove edificazioni sconvolgono il paesaggio. Dalle altezze degli edifici alle loro colorazioni, ogni passo sembra affrontato all'insegna della totale mancanza di cautela. Lunedì, intanto, nella sede dell'amministrazione provinciale, si riunisce la commissione territorio. Gli argomenti all'ordine del giorno rivestono una certa importanza. Si parlerà proprio di lago e di paesaggio «ferito» discutendo del pacchetto di provvedimenti a suo tempo varato da una seduta straordinaria del consiglio provinciale. Saranno valutate anche eventuali modifiche alla legge 12 - quella che regolamenta i nuovi Piani del territorio - infine si affronterà il dibattito sulla destinazione dei 220mila euro che la Provincia ha incassato a titolo di sanzione per violazioni edilizie. La volontà è quella di reinvestirli nella tutela dell'ambiente.
COMO. I sindaci mentono. I Prg si possono modificare
L'avvocato Antonio Spallino, ex sindaco di Como, critica gli amministratori locali per lamentarsi dei piani regolatori (Prg) in vigore. Secondo Spallino, i piani si possono e devono cambiare, ma gli amministratori non dimostrano carisma e coraggio nelle loro azioni. I piani regolatori rispondono a volontà politiche precise, come ad esempio l'approvazione del piano attuale di Como, che rispondeva alla volontà di rilanciare l'edilizia in un periodo di crisi economica. Il risultato è un paesaggio alterato, con nuove edificazioni che sconvolgono il paesaggio.
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