Il nuovo ospedale non è più soltanto sulla carta. L'area Tre Camini appare infatti come una distesa immensa di operai, gru (ben otto), palificazioni e basi in cemento. E il cantiere procederà spedito: tra un anno esatto lo scheletro del nuovo Sant'Anna sarà infatti finito. Proprio per rispettare i tempi da fine mese verrà aumentato il numero degli operai che passeranno dagli attuali 150 a 200. «Per settembre 2008 - ha annunciato ieri Chiara Datta, ingegnere di Infrastrutture Lombarde e responsabile del cantiere - la struttura sarà ultimata». Attualmente sono in corso le deviazioni di un secondo torrente, dopo l'ultimazione della deviazione del Val Grande. Ieri, come aveva già fatto per la posa della prima pietra (il 14 novembre scorso) è tornato a controllare il segretario federale della Lega Nord Umberto Bossi, accompagnato dal presidente di Villa Saporiti Leonardo Carioni e dal direttore di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni. Il senatur ha ricordato la sua prima visita al Sant'Anna bis («Ero tornato apposta dalla Germania ») e ha ironizzato dicendo: «Si fa l'ospedale e pare proprio sia una conquista della Lega». È riuscito a trasformare in chiave "padana" anche i muri preistorici: «Quei ritrovamenti sembrano un segno del destino: se fossero stati romani si potevano buttare, ma visto che sono celtici vanno conservati». Quei reperti costringeranno però a una variazione, anche se marginale, del progetto. «Gli archeologi sono rimasti a studiarli fino al 5 ottobre - chiarisce l'ingegnere Datta - e i reperti adesso sono in possesso della Soprintendenza. Sarà necessaria una piccola modifica alla struttura perchè ci hanno imposto il mantenimento delle distanze dal tumulo, ma non interesserà in alcun modo gli spazi adibiti a degenza, soltanto alcuni locali interrati. Su quell'enorme voragine dell'area Tre Camini sorgerà una mega struttura da 589 posti letto per 170 milioni di euro di costi. In pratica saranno quattro blocchi che partono da un edificio posizionato perpendicolarmente. In totale cinque piani dei quali due interrati e tre fuori terra: nel dettaglio il secondo piano interrato sarà riservato alle aree di servizio e alle sale dei docenti; il primo piano interrato ospiterà invece il servizio diagnostico, il blocco operatorio, il pronto soccorso e l'auditorium. Il piano terra sarà destinato all'accesso dei visitatori, all'accettazione, ai negozi, alla nursery, alle aree di day hospital e a quelle di consultazione. Il primo piano sarà riservato alle aree di degenza, al servizio dialisi e all'amministrazione. Infine il secondo piano ospiterà le aree di degenza, il reparto neonatale, le sale parto e altre attività legate all'amministrazione. Complessivamente ci saranno 24 sale operatorie (12 di chirurgia maggiore, 4 di chirurgia endovascolare e 8 per le attività di day-surgery). È previsto un maxi parcheggio sotterraneo oltre a zone di sosta esterne per un totale di 1.123 posti auto.