Cosa possono avere in comune un ovetto Kinder e un'icona cinquecentesca dell'arroccato monastero romeno di Sucevita, se non lo sguardo ammirato di chi nutre una sviscerata passione? Un'atmosfera modificata, potrebbe dire Èrcole Gialdi, ingegnere e inventore della tecnologia che, utilizzando principi fisici e non sostanze tossi-che, rende aria e oggetti disinfettati da pericolosi microrganismi. Èrcole Gialdi e la sua "R.G.I. Re-source Group Integrator", nata e Genova e diramata in tutto il mondo, oggi alle 15 alla biblioteca Berio presenterà la nuova macchina sterminatrice di spore e batteri che già è stata usata sia per i beni culturali che per gli alimenti. Due di quegli sterilizzatori dall'aspetto di uno scaldabagno casalingo sono stati installati dalla Ferrerò a Varsavia: servono a sterilizzare i famosi ovetti di cioccolata e le loro sorpresine senza ricorrere a sostanze pericolose. Ma lassù nello storico monastero sono state ben 150 le icone che la ditta genovese ha trattato con i suoi sistemi. Alla conferenza intitolata "Nuova tecnologia per la prevenzione dei danni di natura biologica nei beni culturali" interverranno anche Anna Maria Guiducci, direttore della Pinacoteca di Siena, Corrado Fanelli,ordinario di Patologia Vegetale alla Sapienza di Roma,Carlo Federici, professore di Conservazione dei materiali archivistici e librari all'Università di Padova, l'università Ca' Foscari di Venezia e la scuola Vaticana di Biblioteconomia. La macchina che uccide i microrganismi rendendo inerte il pulvi scolo rientra in un progetto europeo, "Abios", nell'ottica dell'IPM (Integrated Pest Management). «Da marzo - spiega Gialdi dallo studio di via Pelletier 3 - il sistema verrà commercializzato. Funziona disinfettando l'aria tramite raggi ultravioletti con lunghezza d'onda ad altissima energia resi innocui tramite schermi ottici». L'aria entra nella macchina ed esce pulita: per ventiquattrore, tutto l'anno. E considerando che in un metro cubo d'aria volteggiano alcune decine di migliaia di microrganismi, va da sé che usare sistemi tossici (come il noto ossido di etilene) diventi impossibile di fronte a ricche collezioni. In musei e biblioteche, i microrganismi se la spassano: basta guardare una lama di luce controsole e immaginare come la polvere sia viva e foriera di possibili infezioni. Ma oltre al sistema Abios, il gruppo genovese ha già sperimentato anche altre tecnologie. Èrcole Gialdi, 64 anni, è l'ingegnere che anni fa, fece scalpore presentando un'idea nuova per conservare il patrimonio culturale: avvolgendo in involucri le rarità e togliendo ossigeno, provò che tarme e altri rosicchiatori di libri, dipinti e tessuti potevano essere sconfitti. Da quel 1994, il sistema di ipossia è stato adottato in tutta Europa. «Ero ingegnere nucleare fino a Cher-nobyl e poi tradizionale - racconta Gialdi - e partecipando alla messa a punto di una macchina che producesse ossigeno, mi chiesi se non si poteva togliere ossigeno per salvare beni culturali, settore che ha bisogno di te enologie specifiche».
Beni culturali in pericolo? una macchina uccide i batteri
La ditta genovese R.G.I. Re-source Group Integrator, fondata da ingegnere e inventore Èrcole Gialdi, presenterà alla biblioteca Berio di Genova una nuova macchina sterminatrice di spore e batteri che utilizza principi fisici e non sostanze tossiche. La macchina, chiamata "Abios", è stata utilizzata per trattare 150 icone nel monastero di Sucevita in Romania e per sterilizzare ovetti di cioccolata e sorpresine in Polonia. La tecnologia è stata adottata in tutta Europa per conservare beni culturali e sarà commercializzata a partire da marzo.
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