Asta da sogno in riva all'Arno. La vendita è a cura di Sotheby's. Dipinti, antiquariato e arredi -------------------------------------------------------------------------------- FIRENZE. Si apriranno domani i portali di Palazzo Serristori, sul Lungarno omonimo, per l'anteprima di un'asta, che si annuncia storica. È la Casa Sotheby's che mette all'incanto dipinti, oggetti d'arte, arredi che sono parte del patrimonio dell'antico Palazzo. L'edificio risale al 1515, anno in cui Lorenzo Serristori acquistò un ampio terreno sul fiume e vi costruì la residenza di famiglia, poi ampliata al tempo dell'Unità d'Italia e Firenze capitale, definendone il carattere ottocentesco e il grande giardino. Parte delle collezioni d'arte raccolte nel tempo da membri della famiglia e trasmesse fino ad oggi, saranno esposte nei saloni dall'1 al 5 novembre (ore 10-13, 14-19): i lotti in catalogo sono 323, l'asta sarà battuta il 6 novembre, in due sessioni, alle ore 15 e alle ore 19. Sotheby's ha battuto in passato aste di importanti collezioni private fiorentine, a Villa Demidoff, Villa l'Ombrellino e Palazzo Corsini. L'attuale asta ha un precedente storico nell'asta che era stata predisposta, sempre in Palazzo Serristori, nel maggio 1977, ma che non ebbe luogo per l'intervento della Soprintendenza ai beni artistici, che la fece sospendere in blocco. Buona parte degli oggetti, oggi all'incanto, provengono dal catalogo del'77: tutti sono stati sottoposti al vaglio della Soprintendenza, molti sono notificati e vengono indicati quei "pezzi" che non possono uscire dall'Italia. Questi hanno una stima a richiesta. Tra questi, il monumentale polittico di Mariotto di Nardo, dipinto nel 1424 per la cappella Serristori nella chiesa di San Francesco a Figline, alto m.3,15, largo m.2,75. Bernardo Serristori lo commissionava "per remedio dell'anima sua e dei suoi antecessori". Ci sono i fondi oro: 8 tavole da un polittico di Taddeo di Bartolo, la Madonna con Bambino di Giacome del Pisano, della seconda metà del Quattrocento. Inoltre 5 busti in marmo degli ultimi discendenti di Casa Medici, inizio del XVIII secolo, che i Serristori commissionarono alla bottega di Giovan Battista Foggini. Numerosi ritratti di famiglia, e busti in marmo tra cui quello di Carlotta Bonaparte di Lorenzo Bartolini. C'è una profusione di oggetti d'uso in argento, di mobili, di pezzi ornamentali come candelabri, lampadari, specchiere: e due fantastiche coppie di mori reggitorciere di fine Seicento. Non manca il gusto ottocentesco, nel cassone in stile rinascimentale, in legno dorato e dipinto co scene dal Decamerone, della metà dell'800, notoficato nel 1982. O la Madonna con Bambino, tempera su tavola a fondo oro, opera di Icilio Federico Joni, senese, 1866-1946, ispirato alla tavola trecentesca di Neroccio di Bartolomeo Landi: un falso d'autore. La proprietà di Palazzo Serristori è oggi di Leandro Gualtieri, l'industriale tessile della Filpucci di Capalle di Prato: è proprietario anche della Grotta Giusti a Momsummano ed ha creato l'area termale di San Casciano dei Bagni.