Elisabetta Spitz direttrice dell'Agenzia del Demanio ha annunciato con legittimo orgoglio di aver pubblicato il bando di gara per l'affidamento in concessione cinquantenna di Villa Tolomei, dimora rinascimentale di Firenze. Si tiatta del primo tentativo di valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato al via dopo la conclusione del censimento che ha catalogato 30 mila beni pubblici di cui 20 mila edifici e 10mila terreni. Di questi 2500 sparsi in 153 comuni sopratutto in Lombardia, Toscana, Lazio, Piemonte. Veneto, Emilia Romagna, Campania e Sicilia, sono considerati "ad alto potenziale dì valorizzazione". Ma nonostante il pregio, non solo sono degradati, rappreesentano un costo e non hanno una funzione pubblica se non quella di alimentate rendite politiche. Il professor Sabino Cassese giudice costituzionale e massimo esperto di diritto amministrativo ha calcolato che il nostro patrimonio immobiliare pubblico è dieci volte superiore a quello del Regno Unito, per un valore stimato tra i 500 e gli 800 miliardi di euro. Se rendesse solo l'1, le entrate sarebbero la metà di una manovra economica annuale; se poi rendesse il 2, tutti gli idonei dei concorsi universitari potrebbero tranquillamente entrare in ruolo. Ma purtroppo il rendimento è nullo, quando non negativo per gli alti costi di gestione ordinaria e straordinaria che sono fino a tre volte superiori a quelli dì mercato. Il professor Cesare Vaciago, che è stato presidente della Commissione ministeriale per la dismissione degli immobili e anche sindaco di Piacenza, sostiene giustamente che questa e la misura del declino dell'Italia "Basta guardare alla qualità architettonica di molti di questi edifici per capire come eravamo migliori una volta quando sapevamo fare queste cose, di come siamo oggi lasciandole andare in malora". E identifica almeno tre cause: l'irresponsabilità degli uffici competenti, l'incapacità, politica e amministrativa a realizzare "giochi cooperativi", e l'assenza di una politica in grado di conciliare obiettivi e risorse locali. L'annuncio della Spitz e il completamento del censimento dei beni immobiliari aprono perciò il cuore alla speranza, anche se i precedenti sono tutt'altro che confortanti. Dal 1991 si sono susseguite tre stagioni di tentate dismissioni. Prima l'esperimento di Immobiliare Italia, che non ha neppure iniziato l'attività. Poi l'invenzione dei fondi immobiliari pubblici, che fu un altro fiasco. Cinque anni dopo Patrimonio dello Stato Spa. Ora il progetto Valore Paese, che non punta più tanto sulle dismissioni, quanto sulla valorizzazione degli immobili pubblici, di cui viene affidata la gestione ma non la proprietà. Dopo quasi vent'anni di tentativi, potrebbe essere la volta buona, con il supporto dei censimento condotto dall'Agenzia del Demanio. Per questo l'annuncio del bando di gara pei Villa Tolomei ha un valore simbolico. Dopo i beni immobili, poi forse qualcuno dovrà pur occuparsi dei beni mobili: dipinti, statue, stampe, oggetti d'arte, manufatti archeologiei, mobili, pietre preziose, libri antichi, di cui sono stracolme migliaia di cantine umide e polverose in tutta Italia. Il professor Edoardo Reviglio ha calcolato che si tratta di circa 3 milioni e 200 mila singoli beni, di cui solo il 30 per cento è esporto nei musei, tutto il resto giace nei magazzini. Quanto vale questo ben di dio lasciato ad ammuffire, di cui non esiste neanche un inventario completo? Il valore riportato nel Conto generalr del patrimonio dello Stato parla di 13 miliardi, una somma che andrebbe moltiplicata chissà per quanto. Più che tanti esercizi di finanza creativa, forse per risanare il debito e restaurare la dignità del paese, come chiede Vaciago, basterebbe un po' di saggezza amministrativa.
Patrimonio pubblico la quarta stagione del tesoro dimenticato
L'Agenzia del Demanio ha pubblicato il bando di gara per l'affidamento in concessione cinquantenna di Villa Tolomei, una dimora rinascimentale di Firenze. Questo è il primo tentativo di valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato dopo la conclusione del censimento che ha catalogato 30 mila beni pubblici. Il professor Sabino Cassese ha calcolato che il patrimonio immobiliare pubblico è dieci volte superiore a quello del Regno Unito, con un valore stimato tra i 500 e gli 800 miliardi di euro. Il professor Cesare Vaciago sostiene che la misura del declino dell'Italia è la misura della sua incapacità a gestire il patrimonio immobiliare.
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