Lo studioso «Il biglietto a pagamento può aiutare a salvare l'area archeologica» Foro romano. Il pagamento del ticket abolito nel 2000 m.vincenzoniiltempo.it La critica «In Italia c'è un vuoto legislativo che non tutela pienamente la Cultura» Il paragone. «Sbagliato guardare ai grandi Paesi. In Grecia sono più attenti di noi» Andrea Giardina, docente di Storia romana all'Università La Sapienza di Roma, non ha dubbi: «La cultura non può essere gratuita. Certo, sarebbe bello non far pagare il biglietto d'ingresso nei musei e nei siti archeologici pubblici, ma è un'utopia. Purtroppo bisogna fare i conti con la realtà, e la realtà dimostra che è necessario introdurre delle misure di sicurezza per preservare l'arte». Dal 2000, quando i Fori sono diventati gratuiti, Il Tempo ha perorato il ritorno del ticket per combattere il degrado che in pochi mesi dall'apertura dei cancelli anche a zingari, senzatetto, venditori e guide abusive, ha «fatto breccia nel cuore dell'Impero». Ieri, su queste stesse pagine, l'abbiamo denunciato per l'ennesima volta. Lei professore è favorevole al ritorno del ticket? «Si. Sono favorevole a tutti i provvedimenti che servano a tutelare l'arte e la sua fruizione». Lei sa che se qualcuno, all'interno del Foro, viene sorpreso a rubare un mattone di 2000 anni non può essere fermato dagli addetti alla vigilanza? «Ci credo, perché in Italia, riguardo a questi problemi, c'è un enorme vuoto legislativo. Basti pensare alle biblioteche. Se vuoi portarti via un libro non può fermarti nessuno». Quali misure adottano gli altri Paesi del mondo? È possibile fare un paragone? «Il paragone si può fare, ma non con i maggiori Paesi europei. Dovremmo farlo con un Paese come la Grecia. Lì, per esempio, nei siti archeologici ci sono maggiori controlli di sicurezza e più attenzione al degrado. Non troverai certo ambulanti o scippatori tra le colonne del Partenone». Il degrado, ai Fori, va di pari passo anche con il concetto di fruizione del sito. «In Italia, di base, c'è un problema di comunicazione e fruizione che non è solo dei Fori. In molti musei, anche importanti, le tabelle esplicative sono incomprensibili, a meno che il visitatore non sia un esperto». Nel caso dei Fori è più forte la volontà di lasciarli così come sono o di renderli più fruibili e protetti? «Credo che da parte della Soprintendenza ci sia la volontà di risolvere ambedue i problemi, ma mancano anche i fondi per farlo». Tornare a pagare l'ingresso potrebbe aiutare a recuperare fondi? «Potrebbe contribuire». Fontana di Trevi rossa, bene o male? «Male perché quell'uomo ha mandato un messaggio negativo per cui chiunque può manipolare l'arte. Torniamo al concetto di vuoto legislativo».
(LAZIO - ROMA) Lo storico Giardina Rimettiamo il ticket ai Fori
Il professor Andrea Giardina, docente di Storia romana all'Università La Sapienza di Roma, sostiene che la cultura non può essere gratuita e che il pagamento del biglietto d'ingresso ai siti archeologici pubblici è necessario per preservare l'arte. Il professor Giardina critica il fatto che in Italia non ci sia un vuoto legislativo che tuteli pienamente la cultura, come ad esempio la protezione dei siti archeologici. Egli sostiene che il pagamento del biglietto d'ingresso ai Fori Romani, abolito nel 2000, potrebbe aiutare a recuperare fondi per la loro conservazione e protezione.
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