Il palazzo di S. Michele a Ripa, che oggi ospita alcuni uffici del ministero per i Beni e le attività culturali, è il risultato delle trasformazioni e degli ampliamenti subiti nel corso dei secoli da una costruzione secentesca, il cui primo nucleo venne edificato tra il 1686 e il 1689 come sede del ricovero per bambini abbandonati creato da Tommaso Odescalchi. Dopo il passaggio nel 1693 all'Ospizio apostolico de' poveri invalidi - fondato quello stesso anno da Innocenzo XII per assistere i «Poveri Mendicanti dell'uno, e l'altro sesso», fornendo loro «commodità di letti, e di vestili. ogn'altro necessario» - la fabbrica Odescalchi venne ampliata sotto la direzione di Carlo Fontana. Inizialmente accolse solo i ragazzi, ma gradualmente vi furono riunite anche le comunità dei vecchi, delle vecchie e delle «zitelle», in precedenza dislocate a S. Sisto e al Laterano. Tra il 1701 e il 1704 entrò a far parte del complesso il carcere correzionale, uno dei primi d'Europa a reclusione cellulare, destinato da Clemente XI ai minori di 20 anni e ai giovani discoli imprigionati su richiesta delle famiglie. Infine Clemente XII fece costruire negli anni Trenta del '700 il carcere femminile, prospiciente Porta Portese, poi destinato ai ragazzi, e dove fino al 1971 è rimasto in funzione il riformatorio maschile «Aristide Gabelli». Nel 1928 l'Ospizio apostolico si è fuso con l'Orfanotrofio di S. Maria degli Angeli, trasformandosi nell'Istituto Romano di S. Michele, trasferito nel 1938 nella nuova sede di Tor Marancia. Nel 1969 l'edificio di Ripa è stato acquistato dallo Stato che a partire dal 1973 ha proceduto a imponenti lavori di restauro.