Trentamila persone in due settimane: numeri record che impongono il varo di nuove strategie Trentamila persone in due settimane, un successo crescente dall'inaugurazione del 12 ottobre scorso. Con una media di 9mila visitatori la domenica e 2mila nei giorni feriali. E introiti che una settimana fa si avvicinavano ai 300mila euro. E' partita alla grande la Reggia di Venaria e già si traggono i primi bilanci, si mettono a punto nuove strategie, per non farsi trovare impreparati alle richieste di un pubblico che si immaginava meno numeroso. «La Reggia presenta un'anomalia rispetto agli altri beni, perché nasce come una grande cattedrale, ma dal nulla, dopo due secoli di decadenza e degrado dice l'assessore alla cultura della Regione Gianni Oliva Si è deciso di aprire gradualmente, adegueremo via via l'offerta alla domanda, con l'aiuto dei privati. Fra una settimana aprirà una caffetteria nella Reggia di Diana, è imminente inoltre la partenza del bando di gara per un ristorante panoramico in una delle torri». Non sono ancora definite le modalità di gestione, ma il ministro Rutelli ha promesso il varo all'inizio del 2008 di una fondazione: «Si tratterà di un ente per così dire leggero, che programmi le attività e distribuisca all'esterno i servizi. E' allo studio una bozza d'accordo che dovrebbe essere approvata entro fine anno», continua Oliva. Tra gli obiettivi, raggiungere un milione di visitatori entro tre anni, a fronte di un investimento massiccio nella comunicazione e promozione, di 12 milioni di euro, che riguarda anche le altre regge. Investimento che ha già dato a quanto pare i suoi frutti visto che già arrivano le richieste per affittare per convegni o altri eventi la spettacolare Galleria di Diana, magnificenza di Filippo Juvarrra: il costo per una giornata è 25mila euro. «E' sfumata l'idea di creare un unico circuito delle Regge sabaude, ogni sito ha una sua gestione e deve rimanere autonomo, metteremo in comune solo la promozione e creeremo un sistema di trasporti circolari con biglietti cumulativi dice ancora Oliva. A questo penserà ancora una struttura leggera, affidata alla Regione e alla sede regionale del Ministero dei Beni culturali. Le Regge sabaude saranno un marchio, come i castelli della Loira, ma con una distinzione profonda». Quale? «Quel complesso presenta un forte rapporto tra architettura e paesaggio, rapporto che nel caso delle residenze piemontesi manca. I nostri castelli sono più belli, ma spesso sorgono isolati dal contesto, occorre creare altri elementi di attrazione, dotarli di eventi distribuiti tra i vari siti, come è successo di recente con la serie di spettacoli riuniti nel cartellone Teatro di corte. Un'iniziativa di successo, finanziata con 3 milioni in tre anni dal Ministero dei Beni culturali e dalla Regione. E che proseguirà la prossima estate, coinvolgendo anche il Castello di Moncalieri, oltre alla reggia di Pollenzo e a quelle torinesi». E' previsto anche il decentramento della stagione estiva del Teatro Regio, mentre, per la prossima estate, è allo studio il trasferimento di una decina di concerti nel parco del Castello di Racconigi. Si lavora insomma a un progetto che costituisce un fiore all'occhiello per il Piemonte. Tutto dovrà essere a regime per il 2011, quando le residenze sabaude saranno al centro delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità.