«Se le polveri non sono un problema, ci dicano perché da anni le teniamo monitorate con un impianto apposito e perché si era limitato laccesso ai visitatori. Se le polveri non sono un problema ci dicano perché la Soprintendenza stessa ne aveva ammessi i possibili effetti nocivi in documenti pubblicati ovunque. Se le polveri non sono un problema, ci dicano perché la Soprintendenza non ha risposto alle nostre segnalazioni sullaumento del Pm10, scritte da febbraio». I tecnici che leggono i dati della stazione collocata a pochi metri dallUltima Cena, replicano alla Soprintendenza che, affidandosi allarchitetto Alberto Artioli, ieri ha commentato i dati spiegando, appunto, che «le polveri non sono un problema». I dati resi noti ieri dal Corriere (il Pm10 è presente nel Cenacolo in concentrazioni medie annue di 30 microgrammi al metro cubo, tre volte quanto succedeva negli anni precedenti) hanno fatto velocemente il giro del mondo. Si parla di Leonardo, di un dipinto visitato da 350 mila visitatori allanno e considerato patrimonio dellumanità. Da Palazzo Marino, maggioranza e opposizione chiedono che si valutino le cause e le conseguenze dellimpennata di Pm10 allinterno del refettorio che ospita lUltima Cena di Leonardo. E mentre il presidente della commissione Cultura, Michele Mardegan, ha concordato con il soprintendente Alberto Artioli un sopralluogo al Cenacolo («Contiamo di poterlo effettuare mercoledì prossimo, vogliamo capire che rischi sta effettivamente correndo lUltima cena»), dal Dipartimento di Chimica e Fisica dellUniversità Statale giunge la conferma dellallarme: «Non cè dubbio che le particelle di carbonio contenute nel Pm 10 alla fine danneggino il dipinto, dal momento che i pigmenti vengono degradati». La dottoressa Paola Fermo, del Dipartimento di Chimica Inorganica, Metallurgica e Analitica della Statale, che fra laltro ha curato gli aspetti legati allinquinamento della sala che ospita la Pietà Rondanini, insiste: «Un anno fa abbiamo presentato una proposta per studiare la qualità del particolato presente nel Cenacolo, a causa dei livelli significativi segnalati dalle rilevazioni. Abbiamo a disposizione uno strumento per le analisi on line molto sofisticato. Siamo pronti a partire con lo studio, ma nessuno ci ha risposto». Lassessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi polemizza: «Leonardo non patisce alcun danno perché il danno vero e lunica nebbia che cè sul dipinto lha fatta Leonardo da solo, dipingendolo male». Insomma linquinamento «non rovina un bel niente, perché quellaffresco è già un fantasma». Replica Milly Moratti, capogruppo della Lista Ferrante: «Il tentativo di minimizzare di assessore e soprintendente ci preoccupa. Chiediamo che vengano effettuati tutti gli accertamenti del caso per capire quali pericoli aggrediscano uno dei monumenti più importanti del nostro Paese». E Marilena Adamo, capogruppo dellUlivo, taglia corto: «Non si può mettere a rischio il Cenacolo. Se il prezzo da pagare per garantirne lincolumità è ridurre il numero dei visitatori, dobbiamo prendere in considerazione lipotesi».
MILANO - Danni da smog, il Cenacolo è malato
La Soprintendenza ha affermato che le polveri non sono un problema per il Cenacolo di Leonardo, ma i dati recenti mostrano un aumento del Pm10 all'interno del refettorio. I tecnici hanno spiegato che le polveri potrebbero danneggiare il dipinto, mentre la dottoressa Paola Fermo del Dipartimento di Chimica Inorganica della Statale ha confermato che le particelle di carbonio contenute nel Pm10 possono degradare i pigmenti. La Soprintendenza è stata criticata per non aver risposto alle segnalazioni sull'aumento del Pm10 e per non aver effettuato lo studio richiesto.
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