BOLOGNA È considerato il numero uno dellarchitettura francese e certamente è un architetto di fama mondiale. Spirito inquieto e combattivo, Jean Nouvel è diventato laraldo di un modo di costruire «smaterializzato», dove le superfici, le immagini, le luci, i riflessi sono protagonisti più della qualità scultorea dellopera. A Bologna per partecipare, nellambito del Saie, al convegno «Città fra terra e acqua», Jean Nouvel risponde sul tema del giorno: il grattacielo più alto della Mole, progettato da Renzo Piano per Torino, che modificherebbe profondamente lo skyline dei capoluogo piemontese. «Non sono contrario alle trasformazioni anche forti. Non ci sono luoghi, per quanto belli, in cui non si possa costruire, purché lo si faccia in un certo modo, con sensibilità e responsabilità. Bisogna vedere, ad esempio, qual è il significato di un edificio rispetto alla città e alla sua storia. Luso delle tecnologie informatiche consente oggi di paracadutare in qualunque parte del mondo progetti per edifici tutti uguali e questo non lo condivido». Applicando questi criteri al caso di Torino quali conseguenze si possono trarre? Non conosco Torino, anche se ho partecipato a un concorso per questa città. Il grattacielo può essere una opportunità, ma ci sono molti fattori da considerare, la prospettiva, gli edifici circostanti. Cambiare il profilo di una città ha anche delle implicazioni economiche, oltre a comportare ovviamente delle scelte politiche. Tuttavia devo dire che ho fiducia in Renzo Piano, di cui non ho mai visto particolari errori. Al Saie lei è venuto a parlare degli interventi architettonici sul cosiddetto waterfront. Considera questo tema una moda o una reale opportunità per il settore? Sono nato sotto il segno del leone e non dei pesci, ma sono convinto che il waterfront sia una prospettiva molto concreta e non una moda. Ormai un progetto architettonico su due riguarda siti collocati nei pressi di un fiume, di un lago e del mare. Ci sono dunque importanti ricadute economiche. Lacqua crea un valore e non a caso le città più importanti sono di solito attraversate da un fiume o lambite dal mare. Lei è tra i dodici finalisti in gara per progettare la nuova stazione di Bologna. Come la vorrebbe realizzare? Ho saputo da poco di essere stato selezionato e dunque è ancora presto per parlarne.