GUALDO TADINO - Cinque anni con quattro campagne di scavi, per complessivi 10 mesi di intervento, un'area archeologica indagata di circa 5 mila metri quadrati, con 4 monumenti tornati alla luce, di cui la "domus" è di rilevante significato. Sono state riempite 350 cassette di reperti contenenti circa 100 mila frammenti, 6 mila le monete rinvenute, attraverso le quali possiamo ricostruire la storia della circolazione monetaria della zona. Sono questi i dati degli scavi presso l'area di Taino che Simone Sisani, responsabile delle varie campagne, ha snocciolato nella mediateca del Museo dell'Emigrazione, in sede di presentazione dei risultati scientifici di questi cinque anni (il primo è servito alle ricerche georadar ndr). "E visto che la storia si fa solo con i documenti, sono state riportate alla luce anche 18 iscrizioni - ha aggiunto Sisani. Dal 2004 al 2007 sono stati definiti i limiti di estensione della città antica e della necropoli. Il prossimo obiettivo sarà l'identificazione dell'edificio templare, di cui sono stati trovati diversi reperti. Grazie alla collaborazione di Die-go Santarelli è stato trovato un frammento con iscrizioni molto simili a quelle delle Tavole Eugubine. Non si esclude, pertanto, che possano riemergere anche delle "Tavole Tadinati". - ha concluso Simone Sisani - Grazie a Tadinum è possibile ricostruire 2 mila anni di storia, dalla media età del bronzo al V secolo dopo Cristo." Scavi eccezionali, dai risultati assolutamente non prevedibili." Così si è espresso Roberto Cassetta, archeologo e delegato dall'amministrazione comunale a seguire i lavori nell'area archeologica di Taino, nel corso della presentazione ufficiale delle quattro campagne di scavi sin qui realizzate. "Da quello che è emerso si può affermare che siamo ad un punto di arrivo ed allo stesso tempo di partenza, che potrebbe portare potenzialmente ad un futuro parco e museo archeologico." Sisani ha elencato i lavori da svolgere a breve per proseguire negli scavi. "Anzitutto è necessario collegare le aree e concludere l'operazione di scavo delle terme e ampliare i lavori a nord di questa struttura. A est della Flaminia, inoltre, è certa la presenza di altre strutture. Quindi bisognerà rendere fruibile l'intera area, partendo dall'acquisto dei terreni. Musealizzare la zona significa metterla in sicurezza, recintarla, irregimentare le acque e, come ipotesi, deviare la traversa della Flaminia antica." Ma giudizi positivi sui lavori sono arrivati anche da Laura Bono-mi Ponzi, della Soprintendenza archeologica dell'Umbria, che ha sottolineato con vigore la quasi unicità del sito gualdese. "In Umbria solo due aree sono così "fortunate" dal punto di vista della continuità di ricerca: Colfiorito e, appunto, Gualdo. In queste zone, al contrario ad esempio di quanto accaduto a Todi, Assisi e Spoleto, non c'è stata sovrapposizione di continuità di vita - ha detto la Bonomi Ponzi, grande conoscitrice tra l'altro del sito Umbro gualdese - II primo insediamento infatti lo troviamo a Colle i Mori, quindi successivamente le popolazioni si spostarono lungo la Flaminia, ove sorse Tadinum, dopo la cui distruzione, ad opera di Ottone III nel 996, la città fu ricostruita molto più a monte con il nome di Gualdo (da Waldum, di origine longobarda)". "I risultati fin qui ottenuti sono eccezionali - ha proseguito con entusiasmo la dottoressa Bonomi - Dagli studi si sapeva che ci poteva essere questa città, ma non ci aspettavamo una tale ricchezza di strutture e di risultati. Su questi scavi bisogna costuire subito un progetto di valenza nazionale ed europea per la salvaguardia, la valorizzazione e lo sbocco turistico. Oltre al Comune, che sta già investendo, è necessario coinvolgere anche il Ministero per i Beni Culturali, accedere a finanziamenti europei, visto il valore continentale di questi scavi. L'area diventerà una delle più importanti non solo dell'Umbria e d'Italia, ma di tutta Europa, se creeremo un circuito che parte da Colle i Mori fino a Tadinum". Paolo Braconi, dell' Università di Perugia e direttore degli scavi, ha lanciato l'idea di una copertura dell'area con pannelli fotovoltaici (sarebbe una novità assoluta a livello italiano), così da produrre e rivendere energia e di creare quel reddito necessario alla copertura delle spese. "Quello che è indispensabile - ha sottolineato- è il mantenimento della sinergia tra Università, Comune e Soprintendenza." Il sindaco di Gualdo Tadino, Angelo Scassellati, ha innanzitutto voluto ringraziare gli studenti universitari impegnati negli scavi e i proprietari dei terreni oggetto degli scavi. Quindi ha assicurato che il Comune ha messo a bilancio l'acquisto dell'area di Tadinum e che è già stato prodotto un progetto per quanto concerne Colle i Mori. "Quello della musealizzazione dell'area e del parco archeologico è un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile", ha concluso il sindaco.
Umbria - Un parco archeologico
Gualdo Tadino, in Umbria, è stato oggetto di cinque campagne di scavi archeologici, che hanno portato alla luce 4 monumenti, tra cui una "domus" di rilevante significato. Sono stati trovati 100.000 frammenti, 6.000 monete e 18 iscrizioni. Gli scavi hanno permesso di ricostruire 2.000 anni di storia, dalla media età del bronzo al V secolo dopo Cristo. L'area archeologica è stata indagata di circa 5.000 metri quadrati. Il prossimo obiettivo è l'identificazione dell'edificio templare. I risultati sono stati definiti "eccezionali" e "non prevedibili".
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