Tra i relatori il direttore della Normale Settis e il docente universitario Mariani -------------------------------------------------------------------------------- È stato presentato mercoledì scorso all'interno della suggestiva cornice della sala riunioni della Chiesa di San Domenico in Corso Italia, la nuova fatica del noto studioso pisano Emilio Tolaini, "Pisa, la città e la storia», pubblicato dalle edizioni Ets. Hanno partecipato allincontro Salvatore Settis, Direttore della Scuola Normale Superiore, Riccardo Mariani, professore di Urbanistica presso l'Università di Firenze, Roberto Pasqualetti, architetto e direttore della rivista Architetture, Sandro Baldassari, architetto ed urbanista, e naturalmente l'autore. È stata l'occasione per presentare il libro di Tolaini, storico dell'urbanistica, dell'architettura e della scultura che tanti studi ha dedicato alla nostra città, ma anche per riflettere sul passato, sul presente e soprattutto sul futuro di Pisa. Infatti "Pisa, la città e la storia" si presta bene allo scopo, essendo un libro ricco di dati, informazioni, spunti polemici e avvincente sul piano narrativo anche per chi non sia uno specialista del settore. E non potrebbe essere altrimenti per quello che Pasqualetti ha definito un giornalista dell'architettura, una sorta di romanziere preciso di storie ed eventi che non attengono solamente all'urbanistica o all'architettura della città, ma ne costituiscono una storia sociale cui poter fare riferimento e trarre insegnamento anche per quanto riguarda le trasformazioni che nei prossimi anni rinnoveranno in gran parte il volto di Pisa. I relatori non si sono sottratti a questa possibilità e soprattutto Salvatore Settis ha detto parole importanti sul libro e sulla città. «Pisa è una delle città più interessanti d'Italia per la sua storia ed anche per alcuni progetti d'avanguardia, come quello riguardante la stabilizzazione della Torre in Piazza dei Miracoli, gli scavi sulle navi romane o il riutilizzo dell'area dell'ospedale Santa Chiara. Ma è sull'orlo di cambiamenti che forse potrebbero essere irreversibili», ha affermato il direttore della Scuola Normale. «In questo senso il libro di Tolaini, riscritto e ristampato a distanza di 15 anni dalla sua prima edizione, è particolarmente importante perché unisce in sé molte chiavi di lettura (quella topografica, quella toponomastica, quella delle rappresentazioni pittoriche e grafiche, e quelle fotografiche) in una sintesi fortemente narrativa. La Pisa di Tolaini è una città molto stratificata, che reiventa se stessa cancellando le tracce del suo passato, ma anche creando sempre qualcosa di nuovo». Settis ha poi ricordato anche la natura della città di Pisa come crocevia di culture diverse, testimoniate dalla presenza di tradizioni iconografiche bizantine, ma anche derivanti dal mondo arabo. Infine ha ricordato la Pisa visionaria ed imperiale di Borchardt troppo spesso dimenticata, ma che nello stesso reimpiego di materiali provenienti da Roma e da Ostia dimostra quanto questa interpretazione della città fosse presente a Pisa. Emilio Tolaini ha concluso questo invito, contenuto nel suo libro, a ripensare il futuro della città a partire dai suoi splendori e dalle sue miserie passate, con una nota esistenziale: «Fa piacere qaundo una persona è arrivata quasi alla fine della sua esistenza e si rende conto che qualcosa di lui resterà». Marcello Cella
PISA. Presentato "Pisa, la città e la storia" di Tolaini
Mercoledì scorso è stato presentato al pubblico la nuova fatica del noto studioso Emilio Tolaini, "Pisa, la città e la storia", pubblicata dalle edizioni Ets. Il libro è stato presentato all'interno della sala riunioni della Chiesa di San Domenico in Corso Italia, con la partecipazione di diversi relatori, tra cui Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore, e Riccardo Mariani, professore di Urbanistica presso l'Università di Firenze. Il libro è un'opera ricca di dati, informazioni e spunti polemici, che si presta bene allo scopo di riflettere sul passato, sul presente e soprattutto sul futuro di Pisa.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo