Tempi certi: la riforma prevede 150 giorni per chiudere il procedimento - RISPOSTA ALLE IMPRESE L'eliminazione del principio era stata sollecitata anche da Confindustria. Il ministro: «Superiamo le incongruenze del codice Matteoli» Giorgio Santilli ROMA «Con i pareri delle commissioni Ambiente della Camera e del Senato siamo in grado di fare un ulteriore passo avanti nella riforma del codice Matteoli. In particolare per la Valutazione di impatto ambientale possiamo conciliare meglio la tutela ambientale con le semplificazioni e con la certezza dei tempi eliminando il silenzio-rifiuto che era contenuto nel codice Matteoli». L'annuncio del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, è di quelli capaci di ricreare un buon clima con il mondo delle imprese. Era stata Emma Marcegaglia, vicepresidente di Confindustria, a chiedere dieci giorni fa esplicitamente l'eliminazione di quella norma. Accoglierà il parere delle due commissioni, quindi? Il silenzio-rifiuto viene eliminato? Ho dato mandato ai miei uffici di procedere in questa direzione. Vogliamo mettere le pubbliche amministrazioni nella possibilità di esprimersi e di assumersi le proprie responsabilità piuttosto che deresponsabilizzarle con il silenzio-rifiuto e il silenzio-assenso. Altri miglioramenti in vista per la Via? L'altra questione che andava risolta era quella di dare certezza ai tempi del procedimento di Via. Non solo contingentarli, ma dare certezza. In che modo intervenite? Diamo 150 giorni per chiudere il procedimento con il parere. E questo termine diventa tassativo nei casi ordinari. I tempi potranno protrarsi fino a un massimo di 330 giorni nei casi di progetti più complessi, soggetti a maggiori interruzioni dei termini per le integrazioni progettuali. Proprio qui era il punto debole dell'attuale disciplina. Avete limitato le interruzioni? Esatto. Prima mancavano tempi certi per le integrazioni perché non c'era limite alla richiesta o alla proposta di integrazioni. Ora abbiamo eliminato la reiterabilità delle integrazioni e tutte le interruzioni di termini devono sommare complessivamente sessanta giorni. Ma vorrei sottolineare un'altra novità importante che non ha nulla a che fare con le modifiche normative. Quale novità? L'insediamento, che avverrà domani (oggi per chi legge, ndr), della nuova commissione Via presieduta da Stefano Rodotà. Un presidente di garanzia che abbiamo scelto proprio per dare alla commissione la massima indipendenza dalle pressioni pressioni politiche di ogni genere. Resta il problema dei pareri regionali che spesso fanno saltare i tempi già nella prima fase. Questo è un tema più delicato anche se noi abbiamo dato sessanta giorni anche alle Regioni e al ministero dei Beni culturali per esprimere il parere. Che tempi avete per completare l'iter del codice ambientale dopo tante traversìe? Entro quindici giorni contiamo di andare in Consiglio dei ministri per la seconda lettura. Poi ancora all'esame delle commissioni parlamentari e la terza approvazione in Consiglio. Pensiamo di pubblicare il provvedimento entro la fine dell'anno. Le commissioni vi chiedono anche di superare il Mud, altra richiesta delle imprese. Noi vogliamo mantenere un sistema di tracciabilità del rifiuto, dalla culla alla tomba, come ci chiedono anche le Forze dell'ordine. Possiamo certamente superare il Mud con un sistema tecnologicamente più avanzato di tracciabilità che abbiamo cominciato a studiare anche con il ministro Amato. Vogliamo arrivare a una modalità di traccia dei rifiuti che consenta di superare le scartoffie e la burocrazia. Pur non potendo nel breve periodo superare il Mud, stiamo lavorando perché questo possa accadere al più presto.
INTERVISTA Alfonso Pecoraro Scanio Ministro dell'Ambiente Via, eliminato il silenzio-rifiuto
Il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha annunciato che la riforma del codice Matteoli prevede l'eliminazione del silenzio-rifiuto e la definizione di tempi certi per il procedimento di Valutazione di impatto ambientale. Le imprese hanno chiesto l'eliminazione di questa norma, e il ministro ha dato mandato ai suoi uffici di procedere in questa direzione. I tempi del procedimento di Via saranno di 150 giorni per casi ordinari, con un massimo di 330 giorni per casi più complessi. La riforma prevede anche l'eliminazione della reiterabilità delle integrazioni e la limitazione delle interruzioni dei termini.
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