Condizioni climatiche permettendo, il fine settimana è il momento migliore per una passeggiata alla scoperta della città. Magari del centro storico che, a ben vedere, riesce sempre a stupire con qualche sorpresa. L'importante è non stare sempre con il naso in su tra i dettagli di portali e facciate dei più bei palazzi dei secoli scorsi. Itinerari affascinanti, difatti, si scovano anche nel sottosuolo, affascinante e inquietante per la vera e propria città parallela che conserva. Un percorso tra i più spettacolari e da non trascurare s'incrocia lungo via dei Tribunali, nell'area sottostante la chiesa angioina di San Lorenzo Maggiore. Qui, dal chiostro, si accede ad un'originalissima area archeologica, gli Scavi di San Lorenzo (feriali ore 9-17.30, festivi 9-13.30; ingresso 4 euro, telefono 081.2110860) che nel volgere di una manciata di gradini, attraverso una piccola scala in pochi passi propone una passeggiata indietro nel tempo sino al Macellum, l'antico mercato alimentare romano; ma non prima di essere passati per un livello intermedio quello risalente al VI secolo dopo Cristo. Strano, eppure vero, ma andiamo con ordine. I primi a scoprire il tutto furono i francescani che scavando nel chiostro si imbatterono nei primi ruderi cui nel tempo si sono appassionati anche gli studiosi che hanno riportato alla luce l'intero insieme. Un complesso, quello degli scavi archeologici di San Lorenzo, costituito nella prima parte dai resti d'età ducale del Palazzo di giustizia o Seggio San Lorenzo dove si riunivano gli eletti del popolo per amministrare la giustizia e, ancora più sotto, l'agorà della città greca che anche i romani utilizzarono come foro: con i resti della «tholos», che ospitava una fontana e un piccolo tempietto circolare e di cui resta il basamento a tre scalini originariamente rivestiti di marmo, con le strada del tempo fatte di blocchi di piperno, il «criptoportico», le botteghe (lavanderie, panetterie) a due vani intercomunicanti coperti da volte a botte e dotati di lucernario per aria e luce, gli uffici dell'erario riconoscibile per le inferriate alle finestre. Insomma, un vero e proprio viaggio nei secoli che parte dagli ambienti trecenteschi della chiesa eretta sui resti della basilica romana e prosegue, attraverso i livelli tardo-antichi del tempio paleocristiani e del seggio medievale, sino alle preesistenze greche e romane.