Pompei. «Se qualche cliente dovesse essere multato sono pronta a restituire "in prestazioni" la cifra che dovrà pagare», liquida così la questione una delle prostitute in servizio tra gli scavi e il santuario. L'ordinanza antiprostituzione firmata dal sindaco Claudio D'Alessio che vieta la sosta delle auto in prossimità dell'area di azione delle lucciole (i contravventori saranno multati con una ammenda che va dagli 800 ai mille euro) non è ancora operativa ma le reazioni sono già tante. Polizia, carabinieri e vigili urbani - che dovranno far applicare il dispositivo sindacale - sono in attesa di visionare una copia del provvedimento, «c'è da capire se il reato è penale o amministrativo - dicono i responsabili - e principalmente dobbiamo conoscere quale reato si va a contestare agli automobilisti». «Prima che l'ordinanza diventi esecutiva bisogna attendere le quarantotto ore successive al protocollo», precisa il sindaco per giustificare il ritardo nella comunicazione alle forze dell'ordine. E così prostitute e i viados ieri hanno continuato ad affollare la zona degli scavi. Anzi, qualcuna ha annunciato un contrattacco: «Non so le mie colleghe cosa faranno - dice Serena che è arrivata a Pompei dalla Romania - per quel che mi riguarda sono disposta anche a offrire prestazioni gratis ai clienti multati». Per gli imprenditori che operano a ridosso dell'area archeologica e del santuario mariano il provvedimento sindacale, da solo, non servirà a combattere il fenomeno. «Prendendo ad esempio le esperienze delle altre città che hanno già da tempo adottato provvedimenti simili - sottolinea l'imprenditore Polisto Amitrano - penso che l'ordinanza del sindaco D'Alessio da sola non basti. È una misura utile se integrata a una serie di azioni mirate a debellare la prostituzione. Una presenza massiccia delle istituzioni sul territorio, per esempio. Pubblicizzare il provvedimento, e il numero dei clienti multati, potrebbe essere un buon deterrente per scoraggiarli a ritornare. Il buio, poi, è la cosa che a loro fa più comodo. Se non si pianifica un'illuminazione pubblica decente come si può pretendere di cacciare vie le prostitute?». La prostituzione, per Amitrano, rappresenta un duro colpo per l'economia della città archeologica più conosciuta al mondo. «Io e i dipendenti del mio albergo - spiega l'imprenditore - scortiamo i nostri clienti, soprattutto quando si tratta di giovani donne - fino alla stazione. Molto spesso - infatti - le nostre clienti vengono scambiate per prostitute e importunate. Qualcuna addirittura ha lasciato l'albergo prima del tempo. Un danno d'immagine equivale ad un danno economico. Il turismo vive di immagine». Allo stesso modo la pensa Luigi Garzillo, direttore dell'azienda autonoma di cura, soggiorno e turismo. «Bisogna riqualificare l'intera area e non considerarla periferica, ma il cuore centrale della città. Renderla fruibile per i turisti. Il controllo delle forze dell'ordine - continua Garzillo - andrebbe esteso anche al condotto che alimenta l'indotto». Il sindaco D'Alessio replica: «Colpire il fenomeno della prostituzione è solo un aspetto della lotta contro l'illegalità che stiamo combattendo. La videosorveglianza - dice - sarà ulteriormente potenziata con l'installazione di dieci nuove telecamere in vista anche della visita alla nostra città di Papa Benedetto. È già in fase di ultimazione il progetto per il potenziamento della pubblica illuminazione proprio nella zona di Villa dei Misteri. Questi rappresentano gli ulteriori provvedimenti che siamo pronti a mettere in campo per fare in modo che Pompei sia sempre più una città accogliente e sicura per i suoi cittadini e per i milioni di turisti che giungono da ogni parte del mondo per visitare i suoi tesori d'arte e cultura».