I restauratori: "Stiamo ricostruendo tutti gli stucchi ". E gli storici dellarte invocano un concorso di idee per la cupola Petruzzelli, così tornano alla luce gli antichi fregi e decori Non è unoperazione facile. «Rispetto a quello che è stato fatto nel foyer, qui è esattamente linverso», spiega Maurizio Lorenzoni, il quale dirige léquipe di quindici restauratori che lavorano nel suo laboratorio barese (altrettanti ce ne sono a Roma). «I lavori nel foyer sono stati al 95 per cento di restauro di pezzi e modelli che erano sopravvissuti allincendio - osserva - Per il teatro, invece, il rapporto è rovesciato: per il 95 per cento si tratterà di ricostruzione e soltanto il cinque per cento sarà recupero dellesistente». Il lavoro è arduo, ma non impossibile. «Stiamo realizzando a mano tutti i modelli: sono un centinaio - dice Lorenzoni - I reperti che si sono salvati dalle fiamme ci sono utili per comprendere i tipi di esecuzione originaria: per noi sono stati fondamentali per capire il livello e il grado di modellazione, studiare gli stili». Lunico cruccio è non poterli riutilizzare: lo stato di conservazione è pessimo. Ciò che sta prendendo forma nei laboratori ha però tutta laria di unopera darte: decorazioni floreali e motivi classicheggianti in tutto simili agli originali. Lultima parola, certo, spetterà alla soprintendenza ai Beni culturali, ma limpressione è che sia stata imboccata la strada giusta. «Riprodurre un centinaio di modelli diversi significa anche cogliere i particolari di ciascuno - assicura Lorenzoni - Non ci sarà, insomma, alcun effetto clonazione: tutti i motivi saranno modellati singolarmente. Il parapetto dei palchi della terza fila, per esempio, avrà almeno trenta modelli differenti». Un lavoro di grandissima precisione. Il tocco esperto dei restauratori consente alla creta e al gesso di assumere stili e forme variegate che diventeranno lelemento distintivo delle decorazioni del teatro. La ciliegina sulla torta saranno le colorazioni e le differenti gradazioni di oro. «Quando si passerà alla finitura estetica, al colore e alla doratura il numero dei restauratori aumenterà», anticipa Lorenzoni. Ci vorrà tempo, però. Anche per questo aspetto lultima parola spetterà alla soprintendenza. Lorenzoni e la sua squadra sono però già soddisfatti del risultato. «La modellazione a mano dei calchi ci porterà a un prodotto finale che non avrà nulla di industriale», rimarca il titolare della ditta specializzata che ha al suo attivo il restauro di numerosi beni architettonici e opere darte. Per ammirare il risultato bisognerà attendere febbraio, quando tutto il lavoro di modellazione sarà stato completato. Lopera dei restauratori suscita attesa e curiosità anche fra gli storici dellarte. «Quella di riprodurre i modelli antichi è una soluzione adottata anche in altri contesti, a cominciare dalla Fenice di Venezia», spiega Christine Farese Sperken, docente di storia dellarte contemporanea allUniversità di Bari e autrice di un volume, La pittura dell800 in Puglia (Adda editore), in cui studia da vicino gli affreschi della cupola del teatro Petruzzelli. «La riproduzione delle vecchie decorazioni - spiega - mi pare coerente con la scelta della soprintendenza di ricostruire il teatro comera e dovera. Recuperare il foyer in quel modo non avrebbe avuto senso se anche il teatro non avesse riprodotto gli stili e i modelli originari». Un discorso diverso, secondo la professoressa Sperken, va fatto invece per la cupola. Gli affreschi di Raffaele Armenise sono andati distrutti. Finora la soprintendenza non ha deciso che cosa fare. Si è parlato della possibilità di riprodurre gli affreschi con un proiettore luminoso, ma è soltanto unidea. «Fermo restando che spetta alla soprintendenza decidere - dice la professoressa Sperken - credo che la riproduzione degli affreschi sarebbe un falso storico. Io la eviterei. I dipinti di Armenise erano qualcosa di unico e originale. Sarebbe bello se per la cupola si facesse un concorso di idee fra giovani artisti pugliesi, magari preceduto da un dibattito fra studiosi e addetti ai lavori. Finora nessuno ha detto nulla in merito: visto che il teatro sarà pronto nel 2008, è forse il caso di discuterne».
PUGLIA - Il cantiere dei capolavori rinati
I restauratori del Teatro Petruzzelli stanno ricostruendo gli stucchi e gli antichi fregi e decori. Il lavoro è arduo, ma non impossibile. I restauratori stanno realizzando a mano tutti i modelli, che sono un centinaio, utilizzando i reperti salvati dalle fiamme. Il lavoro di modellazione richiede precisione e attenzione ai dettagli. La soprintendenza ai Beni culturali avrà l'ultima parola sulla finitura estetica e sulla doratura. Gli storici dell'arte invocano un concorso di idee per la cupola Petruzzelli, per evitare un falso storico. La modellazione a mano dei calchi porterà a un prodotto finale che non avrà nulla di industriale.
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